Ruby accusa il pm: "Mi ha usata per colpire il premier"

La minorenne: "Ad Arcore solo una sera, i giornali scrivono balle" Fuggita da Messina dopo un furto, a Milano faceva la cubista

I genitori l’hanno chiamata Karima: in arabo, «onorata». Su Facebook è Ruby Rubacuori, immagini in guepiere e latex, abiti da coniglietta nelle feste della «movida» milanese, scollature da infarto nelle cene di gala, sguardo seducente, labbra di fuoco. L’anagrafe dice che compirà 18 anni fra pochi giorni, il 2 novembre, ma dalle foto non si direbbe. Lo scorso fine settimana girava tra le discoteche di Genova a ballare sul cubo: il fotografo Maurizio Piperissa l’ha immortalata al Fellini. «Non so se era ingaggiata come ragazza immagine o se si era imbucata», racconta.

Da tre giorni, da quando si parla di lei e dell’inchiesta che la coinvolge, l’esuberanza è sparita. Introvabile e silenziosa. Le parole che le agenzie di stampa hanno riferito sono filtrate dal suo legale milanese, Luca Giuliante. «Sono amareggiata - fa sapere Ruby all’agenzia Agi - la mia verità è stata manipolata. Niente è vero, hanno sparato solo cavolate. Non è giusto rovinarmi in questo modo».

All’agenzia Ansa la ragazza manifesta smarrimento: «Sono dispiaciuta per quanto sta accadendo. Mi spiace soprattutto perché vedo che sono state coinvolte persone che mi hanno aiutato senza chiedere niente in cambio. Sto male». Dice che tanti cercano di entrare in contatto con lei. «Ho rifiutato. Ho anche eliminato il mio profilo da Facebook, attorno alle 10,30». Giuliante specifica che «ha bisogno di rimanere tranquilla, è una ragazza molto giovane coinvolta in una vicenda più grande di lei e che non le appartiene».
Amareggiata, smarrita, ma anche determinata a smontare la «manipolazione». Questo il suo racconto a Tgcom: «Sono stata ad Arcore solo una sera, e quello che raccontano i giornali sono cazzate. Dietro questo polverone c’è una sola persona, il giudice Pietro Forno. Mi ha usata per attaccare il premier. Un’amica mi ha portato nella villa del presidente Berlusconi il 14 febbraio, è l’unica volta che ci sono stata, ma nessuno sapeva che ero minorenne, ho detto di avere 24 anni. La serata è stata tranquilla, prima una cena, poi il premier si è messo a cantare. Siccome mi vedeva per la prima volta mi ha dedicato una canzone».

Quella sera ad Arcore c’era anche Emilio Fede, che Ruby aveva incontrato un’altra volta a un concorso di bellezza in Sicilia. Ruby se n’è andata verso mezzanotte: «Il premier mi ha regalato una collana di Damiani e dato una busta che ho aperto in taxi: c’erano 7mila euro in contanti. L’amica che mi ha accompagnato ha raccontato al presidente la mia storia e gli ha detto che avevo bisogno di aiuto. E lui mi ha dato la busta. Nessuna proposta di atti sessuali».
Quell’amica non era Nicole Minetti, consigliere regionale lombardo che l’attese davanti alla questura la sera del fermo. «Ho conosciuto Nicole in quell’occasione, penso l’abbia chiamata l’amica che mi aveva portato ad Arcore. Quel giorno si è scoperto che ero minorenne e Lele Mora si è arrabbiato tantissimo. Anche Berlusconi mi fece sapere che non avrei più potuto vederlo perché aveva già avuto tanti problemi. Dietro questa storia c’è la volontà di attaccare il presidente del Consiglio, ma io non c’entro nulla. Il giudice Pietro Forno non è mai stato interessato alla mia storia e alle mie vicende in comunità: voleva solo colpire il premier e mi ha usata».

Vita difficile, quella di Ruby Rubacuori, cacciata di casa a 14 anni dopo una storiaccia di furti da un’amica, presunte violenze e sesso a pagamento. Di giorno cameriera, di notte serate nei locali: «Faccio pure la danza del ventre, ma prima di incontrare Lele Mora mi capitava anche di dormire sulle panchine. Mi dispiace averlo coinvolto, lui mi ha fatto solo del bene senza sapere che fossi minorenne».
Su internet restano tracce di lei, oltre alle foto mozzafiato. Pensierini riciclati da altri siti («Se tutto fosse facile... niente sarebbe interessante») e messaggi ammiccanti: «Quando avrai il tuo carpe diem con me non sprecarlo». E poi inviti, complimenti, appuntamenti. Un’adolescente che gioca a fare la grande. Ma chi la conosce parla di lei come una ragazza difficile, che voleva a tutti i costi inserirsi in un ambiente nuovo e forse ostile, e ha usato la sua fisicità prorompente per farsi strada.

«Era una giovane estroversa - ricorda l’ex professore di francese delle scuole medie di Letojanni, Alfonso Lo Turco - ha fatto fatica a stringere rapporti con i compagni e non faceva parte di nessuna compagnia del paese». «L’abbiamo persa di vista nel 2006 - dice il sindaco del paese siciliano, Giovanni Mauro - l’ultima volta si è fatta vedere il 25 aprile scorso ma non credo volesse far visita ai familiari con i quali, mi risulta, non ha più rapporti. Il padre vende oggetti in giro per la strada, coperte, fazzoletti, tappeti; di recente ha avuto un incidente a una gamba. Il comune la mantiene da 4 anni pagando la retta ai servizi sociali».

Uscita di casa, Ruby ha fatto la cameriera e la ragazza immagine in vari posti d’Italia approdando a Milano, con la sua vita notturna, i festini e le serate con i Vip, fino a capitare nella scuderia di Lele Mora: nelle foto spregiudicate che circolano su internet non appare dispiaciuta di quella vita. Poi il fermo, la notte in questura, la segnalazione al tribunale dei minori che in maggio l’ha affidata a una casa-famiglia di Genova. Anche da lì Ruby è fuggita. Nelle ultime settimane pare abitasse in un residence della città ligure pagato da qualche amico, dormiva di giorno e la sera lavorava in un locale.