Rutelli fa il "compagno": alleati fedeli della sinistra radicale

La marcia della Margherita e Ds verso il Pd inizia guardando a sinistra. Il congresso rielegge Rutelli ma, ma Parisi se ne va senza votare. <a href="/a.pic1?ID=172661"><strong>D'Alema vuol seppellire con la Quercia anche Fassino</strong></a> che dice: niente necrologi. <font color="#ff6600"><a href="/a.pic1?ID=172557"><strong>Poi il ministro lancia la Finocchiaro</strong></a></font> e taglia la strada a Veltroni. <a href="/a.pic1?ID=172668"><strong>Berlusconi: ma quali larghe intese</strong></a>, sono loro a aver bisogno di me

Roma - "Dobbiamo usare la nascita del Partito democratico per rendere più forte l'azione di governo e recuperare incertezze e dubbi che ci sono stati in questi mesi". Il presidente della Margherita Francesco Rutelli (rieletto per acclamazione, ma Artuto Parisi se ne va senza votare) nell'intervento di chiusura al congresso di Cinecittà marcia verso il Partito democratico con i Ds ma è deciso ad andare avanti assieme alla sinistra radicale, quella sinistra che continua a mettersi di traverso al governo Prodi. Rutelli si è detto convinto che il centrosinistra grazie al Pd potrà "recuperare anche persone che non hanno votato per noi. Il Partito democratico - ha concluso - potrà darci anche la sorpresa di poter recuperare un elettorato anche oltre quel 50%" delle ultime politiche. Il Pd sottolinea il carattere "riformista" del suo progetto politico aperto, ma "conferma lealmente l'alleanza stabilita davanti agli elettori anche con i partiti della sinistra radicale".
Rutelli sorride sorride fra coriandoli, tricolori, bandiere dell'Ulivo e della Margherita. "Verrà il momento per la sfida sulla leadership - non si sottrae Rutelli - e sarà un momento vitale, uno dei passaggi chiave per dire che il Pd è un partito democratico. Il Pd non sarà l'esile strumento di una guerra tra capi". "Sapremo scegliere chi meglio potrà servire questo progetto - dice -: io, Piero, Walter, Massimo. Bando ai personalismi, costruiamo insieme questo grande approdo". Certo "il socialismo è un riferimento indispensabile". Fassino annuisce. E il Pse? Il nodo dell'alleanza in Europa? liquidato in fretta: i Ds capiranno... E aggiunge che nel Pd si potrà chiamare anche "compagni", visto che questo appellattivo è presente anche nelle Sacre Scritture. "Ora - ha detto il leader della Margherita - si discuterà se chiamarci 'amici' o 'compagni'. 'Compagni' è una bella parola, viene da 'cum panis'. Ai miei collaboratori ho chiesto se questa parola compare nelle Sacre scrutture. E vi hanno trovato almeno 100 citazioni. Vi leggo solo quella più poetica, tratta dal Siracide: 'Non e' forse un dolore mortale quando un compagno diventa un nemico'". "Bene - ha sottolineato - potremo usare questa parola anche noi, senza dare a quell'appellativo il carattere di continuità con delle storie. Saremo più liberi".
E Fassino coglie l'assist: "Siamo consapevoli che la forte sintonia che c'é stata tra Ds e Dl e confermata da Rutelli, sia la condizione per parlare alle altre forze che non ci sono, al popolo delle primarie, al popolo dell'Ulivo, perché il Pd deve essere un partito aperto".
Insomma, sembra un Pd di lotta e di governo, alle prese con leadership, laici e cattolici democratici, correnti e cacicchi. Anche se l'assise dei Dl si è chiusa con le note di '...E' la pioggia che va e ritorna il sereno...', in realtà di stanno già addensando nuvole di bufera.