Sì della Uil alla scuola lombarda

Assenso dei sindacati al punto più delicato: la nomina dei docenti attraverso un concorso indetto dai singoli istituti

Insegnanti assunti direttamente dagli istituti scolastici? «Si può fare». La Uil Lombardia dà la sua benedizione a uno dei punti più delicati contenuti nel progetto di legge della Regione Lombardia sulla formazione professionale: la nomina dei docenti non più tramite concorso statale ma attraverso un concorso indetto dalle singole scuole. Ma comunque pubblico. Gli insegnanti cioè decideranno da sé la scuola in cui vorranno insegnare senza dover attendere l'assegnazione della cattedra dopo il concorso. «Ci potrebbero essere dei risultati interessanti dietro questa scelta e soprattutto ogni scuola si potrà organizzare in base alle reali esigenze - spiega Claudio Negro, segretario generale aggiunto della Uil lombarda -. Ora tutti gli insegnanti vengono pagati allo stesso modo, sia che si girino i pollici sia che siano bravissimi nella loro professione. In futuro ci potrebbero essere dei riconoscimenti economici in base ai risultati». Un po' come accade nelle aziende con i premi di produzione.
La Uil dà un giudizio positivo del progetto di legge ma sprona la Regione Lombardia a non enfatizzare il concetto di scuola federalista. «Così facendo si spaventa la gente e basta. Piuttosto si può parlare di una seria riforma della formazione. Andiamoci piano nel parlare di rivoluzione scolastica. L'istruzione continua comunque ad essere di competenza statale». Ai rappresentanti sindacali piace soprattutto un aspetto della futura scuola lombarda: il fatto che la formazione professionale non sarà più considerata di serie B rispetto ai licei e potrà aprire la strada anche verso il diploma, con la frequenza di un quarto anno integrativo, e verso l'università, con l'aggiunta di un quinto anno.
Il terreno su cui lavorare c'è. L'assessore lombardo alla Formazione professionale, Gianni Rossoni, ha già avuto un primo confronto con il segretario regionale lombardo Uil, Walter Galbusera. Ed entrambi si sono trovati d'accordo anche sulla necessità di certificare le competenze: l'attestato introdotto dalla nuova legge elenca le competenze effettivamente acquisite nei corsi di formazione professionale. E ogni giovane, una volta entrato nel mondo del lavoro, avrà con sé un libretto formativo che riassume il suo curriculum scolastico e professionale. Giudicata utile anche l'introduzione di un valutatore indipendente. Vale a dire di un ente, selezionato attraverso un bando di gara, che darà le pagelle alle singole scuole e tasterà il livello di qualità dei corsi. Dopo l'analisi della riforma con i sindacati e le associazioni del mondo della scuola, si punta ad arrivare alla votazione in Consiglio regionale entro l'estate e quindi ad applicare la nuova legge a partire dall'inizio del prossimo anno scolastico 2007-2008.