Sacconi: "Sì alla Ru486 ma solo con ricovero"

Il parere del ministro del Welfare inviato al presidente dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa), Sergio Pecorelli, sulla
pillola abortiva: "Il Consiglio di amministrazione dell’Aifavaluti se sia necessario riconsiderare la delibera
adottata per garantire modalità certe di somministrazione"

Roma - "Sulla base dei pareri del Consiglio superiore di Sanità, la specialità Mifegyne, nota anche come pillola Ru486, può essere utilizzata per uso abortivo, in compatibilità con la legge 194, solo se l’intera procedura abortiva, e fino all’accertamento dell’avvenuta espulsione dell’embrione, sia effettuata in regime di ricovero ordinario nelle strutture sanitarie indicate dall’articolo 8 della suddetta legge". Lo afferma il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, nella lettera-parere inviata al presidente dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa), Sergio Pecorelli, sulla pillola abortiva. "Il Consiglio di amministrazione dell’Aifa - scrive Sacconi - valuti se sia necessario riconsiderare la delibera adottata al fine di garantire modalità certe di somministrazione del farmaco in questione onde evitare ogni possibile contrasto con la legge n.194 del 1978". Il parere - chiesto dalla commissione Sanità del Senato dopo l’indagine sull’arrivo della pillola in Italia - prevede anche un attento monitoraggio del percorso abortivo in tutte le sue fasi, per ridurre al minimo le reazioni avverse e per disporre di un rilevamento di dati di farmacovigilanza che consenta di verificare il rispetto della legge.