Sacra Sindone restaurata, sono più di 900mila le prenotazioni

A dieci anni dall'ultima ostensione, il lenzuolo con il volto di Gesù verrà mostrato al pubblico a Torino dal 10 aprile al 23 maggio per la prima volta dopo l'intervento di conservazione. Sono 190mila i lombardi che hanno prenotato la visita

Il fascino del volto di Gesù, di quell'immagine riflessa sul lenzuolo, la Sacra Sindone, ha sempre attratto i fedeli di mezzo mondo. Sono già 190mila i pellegrini lombardi che a due mesi dall'ostensione, fissata a Torino dal 10 aprile al 23 maggio, hanno prenotato una visita al sudario. I numeri traducono le prenotazioni online e quelle telefoniche: 900mila richieste da tutto il mondo fra comitive legate alle diocesi o ad associazioni locali, viaggi organizzati, famiglie e singoli visitatori. Da Milano si sono prenotate 40mila persone, fra gli altri capoluoghi spiccano Brescia con ben 10mila adesioni, poi Bergamo con 4.200, Como e Varese con 3.800, Lecco con 3.600, Pavia con 2.00, Cremona e Monza con 1.500, Mantova e Lodi con 1.400 e Sondrio con 600.
La Sacra Sindone venne esposta l'ultima volta dieci anni fa in occasione del Giubileo, quest'anno però, all'interno della rinascimentale cattedrale di San Giovanni Battista, apparirà come nessuno l'ha mai vista prima. Il telo con il volto di Gesù ha subito un intervento di conservazione nel 2002 per rimuovere del tutto le tracce organiche rimaste sul tessuto dopo l'incendio di Chambéry del 1532. Tolte anche le "toppe" applicate in quell'occasione, così come era stato staccato il telo di supporto a cui era fissata dal 1534 per poter porre il lenzuolo nella nuova teca di conservazione studiata e realizzata dall'équipe di scienziati dell'Alenia Aeronautica di Torino.
L'appuntamento rappresenta una delle espressioni più elevate della cristianità e Torino (che custodisce il lenzuolo da 430 anni) ne diventerà per 44 giorni il punto di riferimento: avrà su di sè l'attenzione dei cinque Continenti e il 2 maggio Papa Benedetto XVI vi giungerà per venerare la Sindone.
Il volto impresso sul lino parla ai credenti della storicità del Cristo, come ha detto monsignor Gianfranco Ravasi, presidente del pontificio consiglio della cultura "in fede e in amore gli sguardi sono spesso più eloquenti delle parole".