Al Salone del Ciclo, bici con mosaici e selle di velluto

Aperta ieri l’esposizione al Nuovo Polo: in fila per i guanti di Armstrong. Mountain bike griffate da seimila euro

Giorgio Scaglia

C’era tanta gente ieri mattina nel nuovo polo fieristico per l’apertura dell’Esposizione del Ciclo, in programma fino a lunedì. Tanti spettatori, tanti espositori, tre padiglioni occupati e tantissime cose da vedere. Qui è il trionfo delle due ruote, dei campioni del pedale che campeggiano ovunque a dimostrazione di quale sia il giro di affari che sta dietro a una vittoria al Giro o al Tour. La fotografia di Armstrong, ad esempio, campeggia nello stand dell’azienda che costruisce la sua bici, nello stand di chi fa le sue scarpe, la sua maglietta, i suoi occhiali, i suoi guanti, il suo orologio e nello stand di chi produce la bibita che beve in gara. Si capisce come arrivi a guadagnare 7 milioni di euro all’anno.
Tanta tecnologia ovunque. La Bianchi, proprio per chi cerca il massimo, presenta una bici col marchio Armani: il celebre stilista l’ha fatta nera, sportiva ed elegantissima e chi la vuole potrà trovarla anche nelle sue boutique al prezzo di 950 euro. Anche Fioravanti espone qualcosa di innovativo, il Cicleo. L'idea di base, brevettata in tutto il mondo, è quella di comporre il telaio con due moduli stampati identici fra di loro e collegabili in due posizioni diverse così da formare sia la versione uomo che quella donna.
A proposito di prezzi, le bici si stanno sempre più avvicinando agli scooter: le mountain bike più esclusive sfiorano i 6mila euro, un ammortizzatore ne costa 300, una sella come si deve, anche 200. Tra le curiosità, al padiglione 14, la stranissima «non sella», che è in realtà una sella ma talmente piccola che quasi non si vede. Definita «appoggio ischiale ergonomico ad alto rendimento» pare scomodissima ma secondo i costruttori permette una posizione ergonomicamente perfetta. Grande spazio anche all’abbigliamento, con maglie a stampa sublimatica per avere colori indelebili e scarpe con suola in carbonio per una presa sui pedali a prova di Mortirolo.
Bellissime, nel padiglione 18, le bici chopper. Ce n’è una col telaio rivestito con un mosaico di vetro e sella di velluto, altre con parafanghi di legno e manubri a corna di bue, altre sono così basse che arrivano alle ginocchia.