Come battere il mieloma

Negli ultimi dieci anni grandi progressi nelle cure per superare le recidive

Luigi Cucchi

Il mieloma multiplo è un tumore raro, che colpisce soprattutto gli anziani, l'età media alla diagnosi è di 68 anni. É difficile da trattare e sconfiggere, è una neoplasia ematologica in cui le plasmacellule si replicano in modo incontrollato accumulandosi nel midollo osseo. In Italia ogni anno si registrano oltre 4.400 nuovi casi, si tratta dell'1,2 per cento di tutti i tumori diagnosticati tra gli uomini.

In tutti i centri oncologici italiani di eccellenza viene trattato con le più efficaci linee guida internazionali in base al livello di stadiazione della neoplasia. A volte la scelta dell'attesa controllata è la migliore. Sono inutili i viaggi all'estero alla ricerca delle cure più incisive, sono le stesse effettuate in Italia. Per il trattamento del mieloma multiplo recidivato e refrattario, si impiega oggi (approvata dall'Aifa la rimborsabilità) il farmaco pomalidomide, in associazione a desametasone per i pazienti già sottoposti ad almeno due regimi terapeutici. La pomalidomide deriva dal più famoso talidomide, tristemente noto, venduto negli anni '50 come sedativo, poi ritirato dal commercio perché le donne che l'assumevano davano alla luce neonati con gravi alterazioni congenite nello sviluppo degli arti. La scelta del tipo di trattamento viene fatta in base ai fattori prognostici, all'età del paziente, alla disponibilità di un donatore di midollo ed al tipo di risposta che ottiene la chemioterapia.

Fino a 10 anni fa, il trattamento standard consisteva nell'impiego di farmaci chemioterapici per bocca. Successivamente si è visto che il ricorso al trapianto di midollo osseo autologo, detto anche autotrapianto di midollo osseo, consentiva di ottenere un maggior numero di risposte, con il raggiungimento della remissione completa in un 30-50% dei casi, contro il 5% della chemioterapia per bocca. La remissione completa, ossia la scomparsa dei segni di malattia, rappresenta un importante traguardo, dal momento che il paziente in remissione completa ha un miglioramento della qualità di vita e della sopravvivenza. Ma la malattia ricompare nella gran parte dei casi trattati. Si è quindi cercato di migliorare i risultati clinici facendo ricorso al trapianto di midollo osseo allogenico. I dati iniziali sono stati insoddisfacenti, ma successivamente, il miglioramento delle tecniche di trapianto e l'impiego di questa terapia in pazienti con malattia meno avanzata ha consentito di ottenere risultati molto incoraggianti. In particolare si è osservato un elevato numero di remissioni complete. Negli ultimi anni sono state sviluppate strategie innovative di trapianto che hanno permesso di mantenere un elevato numero di remissioni complete. L'Associazione Rocco Magnoli per i malati di mieloma multiplo onlus, costituita a Varese nel 2010, a tre anni dalla morte dell'eclettico architetto varesino, per volere della moglie Flavia Brogini Magnoli, e di alcuni amici, opera con finalità di solidarietà sociale nell'ambito socio sanitario, con lo scopo di onorarne la memoria. Il suo obbiettivo primario, in linea con quelli che sono sempre stati i principi di Rocco, è umanizzare la malattia sia per il mieloma sia per altre patologie oncologiche, mirando a facilitare l'equilibrio fisico mentale dei pazienti. L'associazione si è impegnata a donare un impianto di climatizzazione al day hospital del reparto di oncologia, nel padiglione centrale dell'ospedale di Circolo di Varese. Si vuole rendere più confortevole l'attesa dei pazienti prima delle terapie.