Depressione, la causa potrebbe essere nell'intestino: lo studio

Una ricerca condotta in Belgio e pubblicata su Nature Microbiology svelerebbe il rapporto tra depressione e intestino

Un baratro senza fondo. Un macigno che schiaccia l'anima privandola di ogni respiro vitale. La depressione colpisce 2,8 milioni di italiani, in particolare anziani, donne e chi non lavora. Il Manuale Diagnostico e Statistico per i Disturbi Mentali (DSM) la considera un disturbo dell'umore ed essa presenta un quadro clinico caratterizzato da variazioni abnormi del tono dello stesso. L'abbassamento del tono dell'umore - non influenzabile da incoraggiamenti esterni - è accompagnato da manifestazioni varie, quali perdita di interessi, sensazioni di inadeguatezza, aridità e vuoto, mancanza di sentimenti. Lo sguardo è spesso rivolto verso il basso, i gesti e i movimenti in generale sono rallentati. Possono coesistere anche insonnia o sonnolenza, scarso appetito e ansia. Seppur raramente, l'episodio depressivo si esprime anche con deliri di colpa, di indegnità, ipocondriaci, di persecuzione e allucinazioni.

Secondo un recente studio condotto in Belgio e pubblicato su Nature Microbiology, esisterebbe una salda connessione fra depressione e intestino. Quest'organo, considerato come un vero e proprio secondo cervello, potrebbe essere la sede dove nasce il disturbo e ciò a causa di una carenza di specifici batteri intestinali che lo innescherebbero. Il team di ricercatori, guidato da Jeroen Raes del VIB-KU di Lovanio, ha confrontato la salute di due campioni indipendenti di volontari. Il primo era composto da 1054 individui che facevano parte dello studio Flemish Gut Flora Project. Il secondo, invece, contava 1062 persone legate alla ricerca Dutch LifeLinesDEEP. In entrambi i gruppi vi erano sia soggetti sani, sia soggetti depressi.

L'analisi del genoma del microbiota intestinale di tutti i partecipanti ha evidenziato importanti differenze nella composizione della flora batterica di chi soffriva di depressione. Nell'intestino di questi ultimi, infatti, ci sarebbe un numero minore di due batteri, il Coprococcus e il Dialister. Dalla ricerca è altresì emerso che l'attività di alcuni batteri intestinali è fondamentale per la salute mentale poiché essa incrementa la produzione di dopamina, ovvero il neurotrasmettitore che dona sensazioni di benessere. La presenza, dunque, di tali batteri rappresenta un vantaggio per il sistema nervoso e sarebbe anche in grado di abbassare il rischio di depressione.