Ipertensione arteriosa: l'infuso di ibisco è un ottimo alleato

L'ipertensione arteriosa si combatte con tre tazze al giorno di ibisco. Lo sostengono i ricercatori della Tufts University di Medford

Secondo i dati forniti dalla SIIA sono circa 15milioni gli italiani che soffrono di ipertensione arteriosa, ma solo la metà di questi ne è pienamente consapevole. In media ne sono affetti il 33% degli uomini e il 31% delle donne. Solo nel 5% dei casi questa patologia è legata a condizioni cliniche preesistenti, come ad esempio malattie renali, congenite e disturbi ormonali. Nel restante 95%, invece, non vi è un'unica causa accertabile. Diversi, tuttavia, sono i fattori di rischio: obesità, età, fumo di sigaretta, sedentarietà, stress, familiarità, ipercolesterolemia e diabete. Spesso l'ipertensione è asintomatica e solo raramente si manifesta con cefalea, vertigini, palpitazioni, stanchezza, nervosismo, ronzii, scotome e altri disturbi visivi. Stabilire valori pressori uguali per tutti non è sempre possibile. La pressione, infatti, subisce variazioni in rapporto all'età, all'etnia, al peso corporeo e allo stato di salute generale. In linea di massima sono da considerarsi ottimali valori sistolici (massima) compresi tra i 115-130 mmHg e diastolici (minima) tra i 75-85 mmHg. Si parla di pressione alta quando la massima è superiore ai 140 mmHg e la minima ai 90 mmHg. Inizialmente uno stile di vita più sano (abolizione delle sigarette, dieta bilanciata, attività fisica) è in grado di tenere a bada i primi segnali della patologia. Laddove necessario va prescritta, invece, una terapia farmacologica composta da diuretici, ACE-inibitori, beta-bloccanti e calcio antagonisti.

Una buona notizia per chi soffre di ipertensione arteriosa giunge da uno studio dalla Tufts University di Medford. Secondo i ricercatori basterebbe bere per 6 settimane 3 tazze al giorno di infuso di ibisco (240 ml ciascuna) per abbassare considerevolmente i valori pressori. L'ibisco, appartenente alla famiglia delle Malvaceae, è un arbusto originario dell'Asia Minore. Si ritiene che sia giunto in Europa grazie ad una spedizione dell'ambasciatore fiammingo, Ghislain de Busbeck, che ne portò diversi esemplari in Olanda. I suoi fiori vengono utilizzati nella preparazione del carcadè o tè rosso di Abissinia. Il consumo sotto forma di tisana o di infuso (sconsigliato in gravidanza e durante l'allattamento) è particolarmente indicato nei soggetti ipertesi. L'ibisco, infatti, è ricco di polifenoli che non solo eliminano le tossine e le sostanze dannose, ma favoriscono anche la diuresi e al contempo fluidificano il sangue. Le sue proprietà non si esauriscono qui. Si ricordi che esso è altresì antisettico, diuretico, antinfiammatorio e digestivo.