Quando un ospedale si trasforma in astronave

Thomas, appassionato di «Star Wars», entra in sala operatoria vestito da Dart Fener, il suo eroe

Gabriele Villa

Ci sono favole che arrivano dallo Spazio. E atterrano, dolcemente, accanto a un letto d'ospedale. Ci sono prim'attori di una vita in salita, come un ragazzino di nome Thomas, che diventano super eroi di un capitolo tutto nuovo di una vita finalmente un pizzico più in discesa. E che raccontano come sulla Terra vivono anche uomini buoni. Capaci, al momento giusto, di togliersi quel camice bianco, un po' inquietante, e di mettersi in gioco, anzi, di giocare a risolvere un problema grosso. Tutti insieme. Per vincere.

La storia vera, che sembra una favola, stava dentro le paure di Thomas, 15 anni, che soffre di un ritardo cognitivo con tratti autistici, appesantito da alcuni anni anche da continue crisi di dolore dentale. Una situazione sempre più seria e complessa, tanto da rendere molto difficile anche l'alimentazione quotidiana. Attorno a lui il vuoto della speranza e la disperazione dei genitori che, sulle tracce di una soluzione, approdano all'ospedale di Piove di Sacco, nel Padovano, dove è attivo il servizio di odontoiatria di comunità, coordinato dal dottor Claudio Gallo.

Imprigionato nel buio della sua condizione e delle sue paure, all'inizio Thomas, per il dolore, nemmeno resiste alla routine di una visita che possa accertare le sue reali condizioni di salute e la compromissione di quel suo cavo orale. Ma poi, più ostinati e determinati della malattia e decisi a intervenire per riportare un po' di sollievo in quel ragazzino, ecco che i medici apprendono dai genitori che il piccolo paziente è, da sempre, affascinato dalla saga di Guerre Stellari e dai suoi protagonisti e, in particolare, il suo eroe è Dart Fener.

Eccolo il lampo geniale: trasformare il reparto ospedaliero nell'astronave di Star Wars.

In buona sostanza, per dirla tecnicamente, i medici simulano una dinamica comportamentale mutuata dalla saga televisiva e si organizzano quindi per un «viaggio fantascientifico» cui partecipano anestesisti, personale di gruppo operatorio e day surgery.

Un viaggio che possa portare, come porterà, a un intervento in anestesia totale perfettamente riuscito.

Il paziente, calato pienamente nei panni del «suo» Dart Fener, è entrato così totalmente a contatto con le varie «stanze» della nave spaziale ospedaliera, fino all'ingresso in quella operatoria vestito sempre da Dart Fener e il confronto con personaggi di altre serie televisive, come il Capitano Kirk che fornisce a lui la maschera dell'ossigeno, per l'intubazione. «Rassicurare per curare: è la cifra stilistica della storia di Thomas. Nessuna pozione magica, nessun incantesimo, nessuna volontà di spettacolarizzazione, ma l'approccio molto serio offerto dalla medicina narrativa per aiutare l'assistito a sconfiggere la diffidenza, la paura, l'ansia dell'atto medico-chirurgico-anestesiologico», chiosa il direttore generale dell'Ulss 6 euganea, Domenico Scibetta.

Missione compiuta, dunque. La fantasia a volte supera la realtà. Ma se la realtà fa rima con bontà, ecco che il sorriso, e mai sorriso fu più vero e benvenuto, torna sulla bocca di una ragazzino che ha vinto perché non ha mai smesso di sognare.