La rivoluzione sui tumori: un flash di luce li svelerà

Un team di ricerca guidato dal Politecnico di Milano in 10 anni metterà a punto uno strumento per "illuminare" il cancro e permettere al chirurgo di distinguere le cellule tumorali da quelle sane

Grazie al Politecnico di Milano i tumori non saranno più "invisibili". È stato messo a punto dal team di ricerca guidato da Dario Polli, docente di Fisica sperimentale, uno strumento che permette di "illuminare" il cancro e di distinguere le cellule tumorali da quelle sane per asportarle con maggiore semplicità.

La tecnica, precisa e non invasiva, potrebbe diventare operativa entro 10 anni grazie al progetto Horizon 2020 dell'European Research Council dell'Ue da 1 milione e 822.500 euro . Lo strumento si chiama "Vibra" (Very fast Imaging by Broadband coherent Raman) e funziona illuminando le cellule tumorali con una serie flash di luce laser che aumentano la sensibilità del processo di microscopia.

Dal punto di vista pratico, al chirurgo sarà possibile vedere con maggiore facilità dove si trova il tumore così da poterlo asportare chirurgicamente. Spesso è fondamentale saper riconoscere l'entità e la tipologia del tumore per decidere la strategia migliore per operarlo. Ed è proprio in questo senso che "Vibra" potrebbe diventare una soluzione rivoluzionaria, visto che fino ad oggi l'identificazione del tumore spetta ad un patologo che soggettivamente analizza il tessuto tumorale sotto un microscopio.

Come spiega l'Adnkronos, "Dario Polli e il suo team stanno sviluppando un sistema di microscopia di nuova generazione, basato sulla spettroscopia Raman coerente, in grado di visualizzare rapidamente il contenuto chimico di un campione biologico per identificare i tumori nella biopsia umana, con maggiore precisione e riproducibilità rispetto a quanto si faccia oggi". In sostanza permette di filmare una cellula in tempo reale e di valutare la posizione e concentrazione delle sue componenti biologiche come proteine, lipidi, DNA, acqua e altri componenti delle cellule. Ma soprattutto questa tecnica non necessita dell'utilizzo di mezzi di contrasto e nemmeno di contatto con il campione di tessuto che si vuole esaminare.

Il team di ricerca sui tumori

"Stiamo creando uno strumento in grado di fare analisi quantitative, riproducibili e non invasive dei tessuti tumorali. Chiamiamo questa tecnica istopatologia virtuale e speriamo che diventi una realtà nel giro dei prossimi 10 anni", ha detto Polli. "La strada è lunga - ha aggiunto - ma i risultati incoraggianti. Abbiamo terminato la realizzazione di un primo prototipo di microscopio e l'abbiamo testato su campioni standard di riferimento. Il prossimo passo è applicarlo a cellule e tessuti per verificarne le potenzialità diagnostiche. Lavoreremo in stretto contatto con biologi e medici per questo, in modo da realizzare uno strumento veramente utile e facile da usare per chi lo andrà ad utilizzare in futuro".