Sperimentata con successo la «terapia del treno»

Cure non farmacologiche, ma complementari alle tradizionali, sviluppate dal gruppo Korian

Beatrice Coppola

«Oggi, grazie alla ricerca scientifica, l'obiettivo di una cura efficace contro l'Alzheimer sembra essere meno lontano, ma il ruolo della prevenzione resta di cruciale importanza per diffondere la conoscenza della malattia e sensibilizzare l'opinione pubblica sulle sue ricadute sociali ed economiche».

A spiegarlo è Aladar Bruno Ianes, il direttore medico del gruppo Korian, in Italia, azienda leader nell'offerta di servizi residenziali e terapeutici per la terza e quarta età.

I numeri sono davvero sconfortanti, visto che in Italia sono 600mila le persone colpite da Alzheimer, cifra che sale a 46 milioni in tutto il mondo e che, secondo le previsioni, entro il 2050 salirà a 131,5 milioni. Il 21 settembre si è celebrata la giornata mondiale dell'Alzheimer e proprio nelle 42 residenze del gruppo Korian è partita una campagna di sensibilizzazione per diffondere la cultura della prevenzione, che rappresenta la principale arma contro la malattia, «spezzando» così l'indifferenza che circonda chi ne è affetto.

Ma come si può prevenire l'Alzheimer? «Noi del gruppo Korian - aggiunge Aladar Bruno Ianes - abbiamo incentrato il nostro lavoro sviluppando terapie non farmacologiche. Abbiamo sposato un approccio terapeutico alternativo, in alcuni casi complementare, a quello tradizionale».

In che cosa consistono queste terapie non farmacologiche, dunque? «Ad esempio, mettiamo a disposizione dei nostri pazienti una bambola particolare che li aiuti a sviluppare e a stimolare la sensazione di accudire un bambino, favorendo, così, la reminiscenza e l'autoconsapevolezza».

Korian è stata fra le primissime aziende, in Italia, a implementare la treno terapia: «Abbiamo allestito uno scompartimento di un treno per ospitare i pazienti facendogli vivere un viaggio virtuale. Dopo aver sostato in una sala d'aspetto, gli ospiti salgono sul treno e, sedendosi su comode poltroncine, sono spettatori del filmato proiettato sui finestrini (che nella realtà sono schermi televisivi): ogni paziente ha le proprie immagini personalizzate dove si susseguono filmati con persone conosciute e paesaggi che appartengono al vissuto di ciascuno».

Sperimentata con successo nell'Ambulatorio di Supporto alle persone con demenza della Rsa Saccardo di Milano, la terapia del treno agisce sui disturbi comportamentali, diminuendoli, stimolando i rapporti, le relazioni, gli incontri, e creando momenti di socialità.

«Sottolineo l'importanza - continua - nell'applicazione dell'Ortoterapia, della Musicoterapia, entrambe oggetto di studio nelle nostre Strutture. La personalizzazione delle terapie non farmacologiche rappresenta requisito fondamentale per l'applicazione, studiandone l'adattabilità e l'idoneità all'inserimento del paziente. Con l'Università di Milano, Dipartimento di Scienze dell'Alimentazione e Nutrizione, abbiamo studiato la corretta alimentazione per prevenire o contenere la progressione della demenza in genere e della malattia di Alzheimer, in particolare. Adottando la dieta mediterranea, si riesce a limitare i danni ossidativi ai quali sono soggetti le cellule neuronali e la formazione di placche di - amiloide.

Per saperne di più sulle terapie non farmacologiche a Milano: www.korian.it/landing/terapie-non-farmacologiche-alzheimer-milano

Commenti

manfredog

Gio, 15/12/2016 - 15:03

..poveri noi..!! La terapia del treno; e se dopo neanche questa ha successo (assai probabile), non rimane che..buttarsi sotto un treno..!! mg.