Salviamo i musei dalla noia

Sembra sia stato dato il via ai lavori per la creazione nella nostra città di un «museo del design». Capitale del made in Italy, con un hinterland dove materialmente il design è nato, Milano non ha bisogno di creare niente: basta mettere insieme il materiale delle diverse edizioni del «Compasso d'oro», con qualche modesta integrazione di prodotti degli anni precedenti alla sua istituzione o anteriori alla sua apertura verso ogni espressione di design, ed è tutto già fatto. L'amico Forcolini, presidente dell'Adi, per capacità e conoscenza questo museo lo ha già pronto. Si tratta però di innovare, perché questi tipi di musei, in tutto il mondo, sono luoghi noiosissimi, frequentati da turisti con velleità culturali a studenti che, riguardo alla materia, possono godere all'interno delle loro scuole di pubblicazioni e documentazioni infinite. Mi sembra invece che cosa più importante sarebbe per Milano un «museo d'arte moderna». E l'occasione sarebbe interessante se si realizzasse qualcosa ben lontana dai tanti esempi che offrono le varie nazioni. Vale a dire presentare l'arte in tutte le sue espressioni e quindi non solo sculture, quadri, o disegni ma anche la raffigurazione delle opere di personaggi che sotto altri aspetti hanno un posto artistico nel nostro territorio: scrittori, registi, giornalisti e quant'altro, e le moderne tecnologie ne permetterebbero la rappresentazione con grande efficacia e suggestione. La mia giovane discepola annota: «Finalmente troverebbero degna presenza personaggi ai quali si dedica una via periferica o si erigono monumenti privi di ogni valore artistico e dalla collocazione desueta. I monumenti, quelli importanti, dovrebbero mantenere il loro valore aulico, vale a dire essere dedicati soprattutto a personaggi che in senso positivo hanno fatto davvero la nostra Storia».