Sartre e la «Guerra fredda»

Per la prima volta in Italia «Nekrassov!», scritto dall’autore francese nel 1956

Per la prima volta rappresentato in Italia, va in scena stasera al Teatro della Memoria Nekrassov di Jean-Paul Sartre, con Valeria Grancini, Diego Runko e Gianmarco Vercellus.
1956, Francia. In mezzo agli anni più bui della Guerra fredda, la satira del grande autore francese tratteggia magistralmente psicologie e meccanismi che stanno alla base della complessa ed ingiusta macchina della disinformazione governativa.
Qualunque pretesto è valido per manipolare le coscienze, qualunque mezzo è giustificato per garantire a chi di dovere quella base di consenso necessaria per poter agire impunemente.
Sartre sembra un veggente nel descrivere situazioni che oggi, finita la Guerra fredda, si ripetono con scuse sempre nuove ma con un unico obiettivo che pare esistere dall’alba dei tempi: la conquista e la conservazione del potere.
Ed ecco che personaggi incredibilmente mediocri si affannano nella ricerca del consenso del proprio superiore, il quale si fa in dieci per conservare il suo prestigio agli occhi del proprio datore di lavoro, il quale si affanna senza tregua per ottenere i privilegi che gli concede qualche benefattore potente e così via, fino allo scoppio del caso Nekrassov.
Ma in questo oceano di falsità forse un’isola di salvezza ancora c’è e bisogna augurarsi che le sue calde spiagge abbraccino presto l’intera umanità.
E ora qualche parola sull’autore. Sartre è stato uno fra i massimi esponenti dell’esistenzialismo e uno studioso le cui idee sono sempre state ispirate ad un pensiero politico orientato verso la sinistra internazionale (negli anni della Guerra fredda sostenne le ragioni dell’allora Unione Sovietica, pur criticandone in diversi scritti la politica). In seguito alla liberazione, Sartre conobbe un successo e una notorietà inimmaginabili, e per oltre un decennio dominò il panorama letterario francese e non solo.
Nekrassov!
Teatro della Memoria
stasera, ore 21
info: 02-313663