Sbarca al Manzoni la «kermesse» gaylesbica

Proiettate pellicole dai festival di Cannes, Berlino, Venezia, Sundance e Toronto. Apre la commedia «Touch of Phink»

Valentina Fontana

Dal cinema Pasquirolo al Manzoni. Da una sala di 400 posti alle prestigiose 1.200 poltroncine in galleria. Il Festival Internazionale di cinema gaylesbico apre la sua 19° edizione - domani al Manzoni - a nuove prospettive. Dietro infatti il concreto allargamento trasversale di pubblico, che l’importante sede garantisce, avanza a passo sempre più veloce la possibilità di dare maggiore visibilità ad una ricchezza culturale che, pur diversa, è parte integrante della società. Questo l’obiettivo di fondo che emerge dalle parole del presidente dell’Arcigay di Milano Paolo Ferigo, «parleremo finalmente di una comunità che nel resto dell’anno rimane nascosta, è importante farci vedere in questo contesto, non siamo tutte paillettes, tutti maniaci, come spesso ci identificano».
E questo anche l’intento della Provincia di Milano che appoggia da anni il festival, «è fondamentale per la ricchezza culturale della nostra società - sottolinea l’assessore alla Cultura Daniela Benelli - dare visibilità ad una delle tante diversità che appartengono alla nostra realtà».
Ed è proprio la ricchezza culturale il motore d’azione del festival. «L’obiettivo principale - spiega il suo direttore Giampaolo Marzi - è quello di distribuire film di produzione indipendente, in anteprima italiana, che raccontino e descrivano il variegato universo gay e lesbico. Pellicole selezionate dai maggiori festival di cinema del mondo (tra cui Berlino, Cannes, Sundance, Toronto e Venezia) e che in Italia spesso non avrebbero altra distribuzione. Documentari, cortometraggi e lungometraggi suddivisi in tre sezioni competitive, giudicati da una giuria di esperti».
Non solo quindi film internazionali, ma anche il concorso love in shorts, un contest di cortometraggi, video brevi, instant shots, per raccontare l’amore nelle sue diverse espressioni. Non a caso il festival sottotitola Guardarci dentro. Così, aprirà il festival Touch of Phink, la romantica commedia con Kyle MacLanchlan - la storica protagonista di Twin Peacks -, per poi lasciare spazio all’anteprima di Tarnation, la pellicola di Jonathan Caouette acclamata allo scorso festival di Cannes, che riproduce con estrema crudezza la cronaca di un’infanzia problematica. Ma la più attesa sembra l’anteprima nazionale del documentario Inside Deep Throat di Feton Bailey e Randy Barbato - che uscirà nelle sale il 27 -, che racconta i retroscena della lavorazione dello scandaloso film Gola profonda, uscito nel ’72 in pieno movimento per la liberazione sessuale. E ancora un’anteprima italiana, Summerstorm di Marco Kreuzpainter, il primo gay horror Hellebent e Francesca Page con Rossy De Palma, regina del camp e icona gay dai tempi dei film underground di Aldomovar, che ritirerà il premio speciale «Best queen of comedy».