Scazzi, "Il processo va trasferito a Potenza" Sarà un altro fallimento della giustizia italiana?

Dopo il fallimento della giustizia nel caso Meredith, anche per il delitto Scazzi emergono falle e incongruenze. "Il processo deve essere trasferito a Potenza": chiede il sostituto procuratore generale Mazzotta alla prima sezione penale della Cassazione. Motivo? Troppa emotività ambientale

Dopo il fallimento del sistema giudiziario italiano sul processo Meredith, le avvisaglie di un altro flop emergono anche su un altro caso: quello del delitto di Sarah Scazzi. L'arresto, le confessioni rese e poi smentite, la carcerazione prima, la libertà poi per lo zio Michele Misseri. Dopo è arrivato il momento di Sabrina Misseri e della zia Cosima Serrano. Entrambe in prigione perché ritenute colpevoli di concorso in omicidio volontario e sequestro di persona.

Adesso invece la Cassazione sentenzia che c'è "insussistenza del quadro di gravità indiziaria in ordine ai delitti di concorso, in omicidio volontario e sequestro di persona". Intanto per ora le due donne restano rinchiuse nel carcere di Taranto (Sabrina dal 15 ottobre 2010 e Cosima dal 26 maggio 2011) e da qualche settimana dividono la stessa cella. Per loro rimane la conferma del quadro di gravità indiziaria in ordine all’accusa di soppressione di cadavere.

Ma l'ultima svolta del caso Scazzi è questa: il processo sul delitto della 15enne uccisa il 26 agosto 2010 ad Avetrana deve essere trasferito a Potenza. Lo ha chiesto il sostituto procuratore generale Gabriele Mazzotta, ai giudici della prima sezione penale della Cassazione sollecitando l’accoglimento del ricorso presentato dai legali di Sabrina Misseri. Motivazione? "Ci sono una serie di indicatori che consentono di individuare una emotività ambientale tale da consentire una alterazione quasi involontaria dell’attività di acquisizione della prova".

I legali di Sabrina Misseri, Franco Coppi e Nicola Marseglia hanno evidenziato che "si è creato un clima ambientale che si riverbera sulla serenità di decisione dei magistrati". Tra gli esempi indicati dalla difesa di Sabrina Misseri, ad esempio il lancio di pietre sulla casa del padre Michele e i "tentativi di linciaggio" riportati dalla stampa al momento dell’arresto di Cosima Serrano.

In pratica, il processo non si può svolgere a Taranto a causa di un "manifesto clima ostile nei confronti delle due indagate" e soprattutto per il "grande clamore mediatico che condizionerebbe le decisioni dei magistrati tarantini". A questo punto se la Cassazione accogliesse le richieste della difesa e la sollecitazione della Procura, il processo sul delitto di Sarah Scazzi che riprenderà venerdì, dovrebbe essere celebrato a Potenza e non più a Taranto.

La Cassazione ha bacchettato i giudici per aver emesso in maniera non coerente due ordinanze di custodia per Sabrina: una per aver ucciso Sarah in concorso con il padre, e l'altra per averla uccisa con la complicità della madre. Una contraddizione non da poco. Gli stessi giudici non hanno poi confrontato l'analisi dei tabulati fornita dal Ris con quella dei consulenti della difesa, e per non aver ricostruito che cosa fecero Sabrina e Cosima dalle 14 alle 14,42, l'orario in cui è avvenuto l'omicidio di Sarah.

Il delitto rimane insomma in chiaroscuro. Tra le differenti interpretazioni di atti processuali e attività d'indagine, i giudici della Suprema Corte hanno dato inolte per affidabile il movente della gelosia per Sabrina mentre lo stesso non vale per la madre, Cosima. Sembra infatti non reggere la ricostruzione dei difensori di Sabrina, convinti che il movente non sia la gelosia. Non regge - a loro dire - la "presunta ostilità tra Sarah Scazzi e Sabrina Misseri" evidenziata dagli atti processuali

Intanto Sabrina Misseri continua a professarsi innocente. Per l'ennesima volta la cugina di Sarah Scazzi ribadisce di non aver ucciso la ragazzina: "Mi sento come Amanda, sono in carcere da innocente ma io quattro anni qui dentro non resisto".