Schizofrenia, a Milano quasi 12mila casi

In Italia è schizofrenica una persona ogni cento, a Milano sono 11500 i pazienti in cura farmacologica. La malattia colpisce più gli uomini, ma sono le donne che li accudiscono, secondo l'Osservatorio salute donna, a pagarne le conseguenze: depressione (26%), ansia (68%), panico e disturbi del sonno (41%)

In Italia è schizofrenica una persona ogni cento, a Milano ammontano a 11500 almeno i pazienti seguiti. Questa malattia psichiatrica colpisce di più gli uomini, ma a subirne le conseguenze sono soprattutto le donne che rimangono a casa ad accudire i loro cari. È la fotografia scattata da un'indagine dell'Osservatorio nazionale salute donna (Onda), secondo la quale «solo a Milano nel 2008 erano in trattamento farmacologico 11.500 persone» per questo disturbo. L'indagine punta proprio ad approfondire l'impatto di questa patologia sui caregiver, le persone cioè che assistono i malati nel quotidiano.
«Siamo di fronte a madri, sorelle, mogli "segregate" almeno 9 ore al giorno, ogni giorno, da almeno 5 anni, con gravi ripercussioni sulla propria qualità della vita - spiega l'indagine - costrette a scegliere un lavoro part-time (26%), a limitare gli spazi da dedicare a se stesse e al proprio tempo libero (43%), al partner (38%) e figli (33%), a ridurre le relazioni sociali (24%). In cambio di nulla: scarsi, se non assenti, i sussidi sociali o le badanti». La donna che assiste un proprio caro schizofrenico «ne risente sia nell'umore, con senso di impotenza, rabbia e tristezza, insorgenza di depressione (27%), ansia (68%), panico, riduzione o assenza di libido, disturbi del sonno (41%), sia a livello fisico. Si devono infatti a ciò sintomi come cistiti, emicrania, tachicardia, dolori diffusi e disfunzioni ormonali, sia con l'abitudine a comportamenti scorretti (fumo e scorretta alimentazione). Una donna sola, senza aiuti, spera solo nelle cure».
«La schizofrenia - spiega Claudio Mencacci, direttore del Dipartimento di Neuroscienze dell'ospedale Fatebenefratelli di Milano - è un disturbo mentale tra i più gravi e complessi, che si manifesta in gioventù, persistendo in età adulta, comporta un progressivo deterioramento cognitivo, sociale e personale, che richiede cure costanti e aderenza alla terapia. Oltre che una assistenza totale da parte delle persone vicine. I disturbi mentali - conclude - rappresentano, dunque, la sfida del XXI secolo sia per l'impatto sociale ed economico che la malattia riveste sia per il numero di morti ad essi correlate, spiegato in parte dal fatto che attualmente in Europa solo 1 paziente su 3 riceve farmaci, e non sempre la scelta terapeutica è quella adeguata».