Scocca l’ora del golf senza barriere i disabili pronti ad andare in buca

I corsi comunali dureranno fino a maggio Già sessanta i golfisti diversamente abili

C’è chi lo pensa ancora come uno sport elitario, chiuso, forse un pochino snob. Invece non è così. Su quei campi a spazzola di erbetta, sintetica oppure naturale, in cima all’«avvallo» di una buca che proprio vorresti centrare, è possibile fare conoscenza, mettere alla prova la propria abilità, sperimentare, se si hanno problemi di natura motoria o psichica, potenzialità nascoste e inaspettate autonomie decisionali.
O almeno è il sogno che ha la Federazione Italiana Golf Disabili che ieri, insieme all’assessore alla salute del Comune di Milano Carla De Albertis e con il supporto del Lions Club, ha presentato il progetto «Golf senza frontiere», che durerà otto mesi e sarà rivolto a giovani con disabilità fisica, sensoriale e mentale ospiti di quattro istituti milanesi.
«La nostra idea - ha spiegato l’assessore De Albertis - è di promuovere il recupero della vita sociale dei diversamente abili. E cosa c’è di meglio di uno sport? Abbiamo pensato al golf perché è quello che più facilmente può essere praticato da tutti, disabili e non, e che favorisce una piena integrazione».
L’idea messa in piedi dal Comune è questa: per i primi sei mesi, ovvero da ora a marzo 2008, nel centro Aias di Monza, al Don Gnocchi, all’istituto dei Ciechi e al C.T.O. di Milano, saranno installate delle strutture amovibili, come dei micro campetti. In sostanza, con un maestro, si comincerà col far familiarizzare ai nuovi golfisti il gesto sportivo. Da marzo a maggio dell’anno prossimo invece si continuerà l’insegnamento ma all’aperto, con sedute settimanali di due ore in strutture esterne. Il corso, seguito anche da un comitato medico-scientifico, si concluderà con una gara tra i partecipanti.
«Il progetto ci piace molto - ha spiegato Roberto Caja, presidente della Federazione Italiana Golf Disabili -. Oggi noi contiamo una sessantina di atleti che gareggiano a livello internazionale anche con normodotati. Con questa iniziativa promossa dal Comune, in cui insegneremo il golf a disabili dei centri milanesi, coinvolgeremo tanti altri ragazzi nuovi in questa bellissima disciplina».
Perché giocare è possibile davvero per tutti, anche per chi è in sedia a rotelle o ha problemi di deambulazione, proprio grazie a speciali carrozzine progettate specificamente che consentono di manovrare con agilità qualunque tipo di mazza, da qualunque angolatura.