Allo scoperta della biblioteca del Conservatorio

Mercoledì prossimo alla società Umanitaria un incontro introduttivo per scoprire il patrimonio nascosto della biblioteca Giuseppe Verdi. Il mercoledì successivo la visita guidata

Tornano gli appuntamenti dell'Umanitaria per scoprire i tesori nascosti delle biblioteche milanesi. Mercoledì prossimo nella Sala Facchinetti (ore 18) della Fondazione di via Daverio 7 (per informazioni 02/5796831, www.umanitaria.it) si parlerà della biblioteca del Conservatorio «Giuseppe Verdi». Saranno Licia Sirch e Massimo Gentili Tedeschi dell'Ufficio Ricerca Fondi Musicali Biblioteca Braidense a esporre la loro relazione sulla biblioteca dal titolo «Un patrimonio in musica».
Il progetto "I Tesori delle Biblioteche Milanesi": offrire la possibilità ai milanesi, e non solo, di conoscere meglio e apprezzare alcune fra le principali biblioteche di Milano, insieme ad alcuni fra i più interessanti e preziosi fondi documentali in esse custoditi, ancora poco conosciuti, o noti per lo più agli addetti ai lavori e studiosi. Il percorso rispecchia la storia culturale di Milano: dopo Braidense Trivulziana e Ambrosiana, si riparte alla scoperta della Biblioteca del Conservatorio, la Sormani, la Biblioteca Livia Simoni del Museo Teatrale della Scala, per finire con un tuffo nella contemporaneità con il Centro APICE dell'Università degli studi di Milano.
Al termine dell'incontro verranno raccolte le iscrizioni della visita guidata alla Biblioteca prevista il 16 novembre alle ore 16.
La Biblioteca del Conservatorio Giuseppe Verdi" conserva oltre 500.000 unità bibliografiche, di cui circa 50.000 manoscritti e 30.000 volumi di argomento musicale, nonché circa 400 testate di periodici musicali. Un patrimonio immenso e in costante crescita: la biblioteca acquisisce circa 3.000 titoli all'anno, tra doni, diritto di stampa e acquisti con finanziamenti dal Ministero della Pubblica Istruzione. Non solo, la biblioteca conserva in particolare la più vasta raccolta di musica a stampa pubblicata in Italia dal 1808 ad oggi.
Negli ultimi decenni la Biblioteca ha registrato un eccezionale incremento dell'utenza grazie alla crescita degli studi musicologici presso le facoltà universitarie, alla maggiore mobilità internazionale degli studiosi e alla straordinaria visibilità resa possibile dai cataloghi in rete.
Non solo carta però: grazie al contributo della Regione Lombardia dalla fine degli anni Ottanta si è avviata l'informatizzazione dei cataloghi. Oltre alle edizioni moderne di argomento musicologico, sono ricercabili attraverso il sistema OPAC tutte le acquisizioni posteriori al 1991, il fondo Noseda, il fondo S. Barbara, il fondo Mascarello, i libretti, le edizioni musicali a stampa fino a tutto l'Ottocento, parte dei manoscritti musicali. Da alcuni anni è inoltre in corso il recupero in SBN della musica a stampa edita nel Novecento.