«Scrutini a rischio» Sindacati della scuola pronti al blocco

Lo Snals ha già fissato le date: 3, 10 e 11 giugno. Cgil, Cisl e Uil in stato di agitazione. «Risparmiate» le classi con esami finali o di Stato

Augusto Pozzoli

Ultime battute dell’anno scolastico, in un clima sempre più teso. In pratica mancano otto giorni alla fine delle lezioni. Ma non per tutti. Per gli istituti professionali innanzitutto, che hanno ancora a disposizione solo un paio di giorni per le ultime interrogazioni e prove scritte e dove sin dalla prossima settimana prendono il via le prove finali di qualifica. Poi sarà necessario fare i conti con la agitazioni promosse dai sindacati della scuola tuttora impegnati a strappare il rinnovo del contratto di lavoro scaduto nel dicembre 2003.
I primi ad aprire le ostilità saranno gli aderenti al sindacato autonomo dello Snals: sciopereranno per tutta la giornata di venerdì 3 giugno. Lo stesso sindacato ha poi indetto due giorni di blocco degli scrutini diversificati regione per regione. A Milano e Lombardia il 10 e 11 giugno. Per legge tuttavia il blocco riguarderà solo le classi intermedie: le classi finali attese dagli esami di Stato non possono subire interferenze e ritardi.
Intanto anche Cgil, Cisl e Uil scuola hanno proclamato lo stato di agitazione. Non sono ancora note tuttavia le iniziative che intendono assumere anche perché il settore scuola deve raccordarsi con le altre categorie del pubblico impiego per il quale proprio ieri è stato dichiarato lo sciopero generale di 4 ore per il mese di giugno con un calendario diversificato regione per regione: la Lombardia dovrebbe fermarsi il 29 giugno.
Per la scuola peraltro, oltre al rinnovo del contratto di lavoro, è in gioco la difesa degli organici e l’immissione in ruolo dei precari ancora in attesa di un piano di assunzioni più volte promesso ma non ancora messo a punto. Un’operazione che comunque dovrebbe essere effettuata prima del 31 luglio, perché la legge vieta che si possano coprire le cattedre con la nomina di un titolare dopo quella data. In attesa, dunque, della disposizione per l’immissione in ruolo, i precari sono in ansia perché temono che le graduatorie da cui ricavare i nominativi degli aventi diritto a un posto fisso possano subire ritardi irreparabili. Impiegati e funzionari del Csa (l’ex provveditorato agli studi) di Milano stanno lavorando febbrilmente per vagliare le domande arrivate nei giorni scorsi: non sarebbero meno di 20mila, da dividere in tre fasce. Quindi si dovranno pubblicare gli elenchi, prima in via provvisoria; quindi, corretti gli eventuali errori, in via definitiva. Davvero un’impresa che comunque il responsabile del Csa milanese Antonio Zenga ha garantito che possa realizzata in tempo.
Ma quanti avranno il posto fisso? Secondo le organizzazioni sindacali nelle scuole di Milano e provincia sono circa tremila le cattedre vuote, ma difficilmente verranno totalmente coperte da personale di ruolo sin dal prossimo luglio.