Scudo fiscale, è l'ultimo giorno: verso la proroga

Ultimo giorno per riportare in
Italia i capitali esportati illegalmente. Al momento sono già
rientrati oltre 100 miliardi con un gettito
per le casse dello Stato di più di 5 miliardi. Banche ancora intasate. Ipotesi di
una riapertura dei termini: potrebbe
confluire nel decreto Milleproroghe

Roma - Ultimo giorno per riportare in Italia i capitali esportati illegalmente. Al momento sono già rientrati oltre 100 miliardi (fra i 100 e i 110) con un gettito per le casse dello Stato di più di 5 miliardi. Ma l’intasamento alle filiali delle banche registrato nelle ultime ore, anche per via di oggettive problematiche tecniche, avvalora l’ipotesi di una riapertura dei termini. Lo scudo fiscale-quater potrebbe confluire nel decreto Milleproroghe (che dovrebbe approdare giovedì sul tavolo del Consiglio dei ministri) e potrebbe avere un’aliquota più alta rispetto all’attuale 5 per cento (si parla di un 6-7% con una proroga fino ad aprile). Un’operazione che potrebbe far recuperare altri 30-35 miliardi.

I termini per lo scudo Al momento il termine per mettere al riparo da ogni pretesa dell’amministrazione finanziaria il proprio patrimonio detenuto all’estero e mai dichiarato resta fissato per oggi, ma per avere i dati ufficiali occorrerà aspettare qualche giorno. Intanto l’Agenzia delle Entrate ha già concesso un anno in più, fino al 31 dicembre 2010, per i casi di rimpatrio più complicati, in cui la mancata conclusione delle operazioni di emersione non dipende dalla volontà del contribuente. Inoltre, potrebbe slittare al 30 aprile 2010 il termine per i transfrontalieri e altri lavoratori dipendenti all’estero.

La norma "salvagente" L’Agenzia delle Entrate ha presentato infatti al Tesoro una norma "salvagente", che concede più tempo ai lavoratori transfrontalieri e i lavoratori dipendenti all’estero di imprese private, italiane, straniere o multinazionali, fiscalmente residenti in Italia. Per quanto riguarda il gettito ottenuto (già oltre 5 miliardi), 3,9 miliardi sono già stati utilizzati in Finanziaria per finanziare diversi capitoli di spesa: dall’università alla proroga del 5 per mille, dall’Abruzzo alle missioni all’estero e i libri scolastici. Resterebbe quindi a disposizione più di 1 miliardo di euro che potrebbe essere utilizzato già nel Milleproroghe (c’è il vincolo dell’utilizzo delle risorse nel 2009), oppure potrebbe essere spostato sul 2010 con un nuovo artificio contabile, così come è già avvenuto con il decreto sul taglio degli acconti Irpef.