La scuola in allarme perché mancano i prof: tempo pieno a rischio

L’allarme della Cisl: «Così sarà impossibile seguire alunni con gravi problematiche»

Ancora una volta a rischio il tempo pieno alla scuola primaria. Un servizio che nella nostra città coinvolge il 90 per cento delle classi, un servizio, insomma, richiesto dalla quasi totalità delle famiglie. E proprio in questa prospettiva, nel recente decreto interministeriale sugli organici delle scuole, si registrano tagli in ogni regione e in ogni livello di istruzione, tranne che per la Lombardia, almeno per le materne e soprattutto per le primarie. Un incremento valutato però decisamente inferiore rispetto alle necessità, e i sindacati della scuola sono sul piede di guerra.
«Questo governo – dice Rita Frigerio, responsabile della Cisl scuola milanese – si era impegnato a ripristinare le risorse per il tempo pieno. Se così non sarà il prossimo anno saremo costretti a dare questo servizio solo in base agli organici disponibili. Così molte famiglie potrebbero essere costrette a portarsi a casa i figli ogni pomeriggio».
Secondo la sindacalista il tempo pieno a Milano prevede due insegnanti per classe, quindi con 4 ore settimanali di compresenze, per sviluppare iniziative che consentano di far fronte alle esigenze richieste per garantire un servizio di qualità. Vale a dire: attenzione verso alunni in difficoltà o molto dotati, possibilità di lavorare anche a classi aperte e sviluppare progetti di particolare valore didattico.
«Senza compresenze – continua la Frigerio – questo servizio non può essere garantito. E così si sta già verificando, da quando cioè si sono concesse risorse solo per garantire 40 ore settimanali. Negli ultimi tre anni al tempo pieno milanese sono stati sottratti 500 insegnanti: per il prossimo anno si inverte la tendenza, ma 131 posti in più per tutte le elementari lombarde non bastano nemmeno a recuperare le posizioni. Ci vuole altro. Altrimenti saranno le famiglie a farne le spese, perché la carenza di organici non può pesare sul lavoro dei docenti e sulla qualità del servizio».
La circolare degli organici introduce in realtà un elemento nuovo: i direttori scolastici regionali, a cui compete la distribuzione del personale autorizzato dal ministero alla singola scuola, hanno la possibilità di utilizzare gli organici con flessibilità. Per esempio sottraendo posti alle medie o alle superiori per dirottarli sulle elementari.
Non si capisce tuttavia come si potrà usare questo criterio di flessibilità. Lo conferma anche Rita Frigerio: «Alle superiori milanesi in particolare, si registra un incremento di studenti, eppure il numero dei docenti è diminuito. Come si può pensare di sottrarre altre risorse a una scuola che non si sa come potrà affrontare il prossimo anno scolastico se non attraverso un aumento di alunni per classe? Una strada davvero impraticabile. L’unica via d’uscita per salvaguardare il tempo pieno è quella di mandare a Milano gli insegnanti che ancora mancano».