Scuola araba, nei libri di storia l’Italia non c’è

Augusto Pozzoli

Tra la documentazione richiesta dal direttore scolastico Mario Dutto prima di autorizzare la scuola Nagib Mafhuz di via Ventura 4 ci sono anche i libri di testo che verranno utilizzati dai docenti. Li ha forniti lo stesso consolato egiziano che, come avviene nelle scuole del Cairo, li distribuirà gratuitamente anche agli allievi di via Ventura. Sono scritti ovviamente in lingua araba, ma vengono illustrati a capitoli in lingua italiana in una relazione predisposta dalla direttrice Lidia Acerboni e da una sua collaboratrice che fa da mediatrice linguistica. Ma quali gli argomenti trattati?
Il problema non presenta particolari problemi per le classi elementari che, come in Italia, poco o nulla si dedicano ad argomenti e fatti culturali veri e propri. Alle medie, invece, si entra nei contenuti delle materie da trattare. Che cosa impareranno, ad esempio in storia, gli alunni di via Ventura? Questo i titoli dei capitoli esposti nei testi. Per il primo semestre: La conquista ottomana. L’occupazione francese. L’Egitto moderno (secolo XIX). Mohammed Ali e la politica interna. L’eredità di Mohammed Ali. La dominazione straniera. Per il secondo semestre: La resistenza all’occupazione straniera. L’insurrezione dopo la I guerra mondiale. L’Egitto tra le due guerre. Nasser. Lo scontro con Israele. La guerra del 1973, la pace del 1979. Il parlamento e lo sviluppo democratico ed economico dell’Egitto contemporaneo. L’organizzazione economica e i rapporti internazionali.
In questo quadro di argomenti quello più insidioso resta il rapporto con Israele. Ma Mamoud Othman, presidente dell’associazione che gestisce la scuola, è tassativo: «Sono quasi trent’anni che abbiamo risolto il problema. Tra i due stati c’è un regolare scambio di ambasciatori. Un rapporto di pace che viene insegnato nelle scuole anche ai bambini. Questo insegneranno anche qui i nostri insegnanti».
Si possono ricollegare alla storia anche le letture fatte durante le lezioni di arabo. Questi gli argomenti trattati: La vita e le relazioni umane. Educazione civile. La personalità dell’egiziano. Imparare dalle esperienze di vita altrui. Le relazioni familiari. Il canale di Suez. Il Nilo. Il Sinai antico e santo. La donna, metà della popolazione. La posizione della donna. La libertà. I diritti umani. I diritti dei bambini. La giustizia. La pace. Ahmed Zuil, premio Nobel egiziano per la chimica. I doni di Dio: la tecnologia, la scienza. Inventori e scienziati. Infine l’insegnamento delle religione.
Il consolato egiziano fornisce due tipi di testo: uno che si rifà alla religione di Maometto, un altro alla religione cristiana copta. «Anche questa – conclude Mahmoud Othman – è la prova che non siamo una scuola islamica. In Europa ce n’è una sola, a Vienna. Le altre, ma soprattutto la nostra, sono laiche, come quella italiana».