Scuola, in pattumiera nove pasti su dieci

LA DENUNCIA In mensa finiscono il piatto solo due bimbi per classe. Gettati via broccoli e porri. Gallera (Pdl): «Troppi sprechi, era meglio la pasta al pomodoro»

Frittata coi porri? Due bocconi poi via nella pattumiera. Pasta con i broccoli? Tre forchettate e giù nel cestino. Pasta con cavolfiore? Giusto un assaggio, dopo che la maestra ha insistito e insistito e insistito ancora. Uno, venti, cento, migliaia di piatti delle mense scolastiche finiscono nel bidone dell’umido ogni giorno. Non piacciono e i bambini non li mangiano. Così c’è una lista di cibi che vanno dalla zucca al forno alle uova strapazzate con spinaci e broccoli gratinati, passando per il merluzzo al forno che al 90 per cento vengono buttati via. In pratica, significa che due bambini ogni classe mangiano. Il resto arriva a casa alle quattro e mezzo a stomaco vuoto. A porre la questione, oggi, alla presidente della Milano Ristorazione, sarà Giulio Gallera, presidente della commissione di controllo del Comune sulle aziende partecipate nonché padre di due bambini che frequentano le elementari e tutti i giorni mangiano a scuola. In un incontro al quale parteciperà anche la presidente della commissione educazione si farà il punto sul nuovo menu invernale, introdotto il 17 dicembre scorso, in cui sono stati introdotti nuovi piatti che risultano non essere graditi ai bambini. A sentire i bambini i menu preferiti sono quanto di più semplice si possa preparare: pasta bianca e pomodoro, pizza e pollo, lasagne e uova strapazzate. Da un mesetto invece sono stati introdotti piatti con verdure e farine particolari come quella di ceci che purtroppo però i bambini non riescono proprio a farsi scendere. «Sono stati eliminati piatti semplici come le lasagne e il pollo che invece piacevano. La pasta rossa non viene data spesso, sostituita con pasta ai broccoli, al cavolo oppure con la minestra di ceci che finiscono regolarmente nel cestino». Gallera porrà la questione alla presidente di Milano Ristorazione, corredando i suoi dubbi con le percentuali dello spreco. Per sei tipi di pietanze lo spreco è pari al 90 per cento, ma c’è anche un’altra lista di cibi che finisce se non per intero, ma sicuramente almeno per metà nel bidone della spazzatura. I bambini non riescono a mandare giù broccoli gratinati, frittate con le erbette e con le zucchine, pasta al ragù, minestra di ceci con la pasta, passato di verdure con riso semi-integrale che resta sempre un po’ troppo crudo e neppure carote julienne, mais e verze. D’altronde, purtroppo, solo il 15 per cento dei bambini mangia verdure crude. Un’abitudine che dovrebbe cambiare ma nel frattempo tonnellate di verdura finiscono nella spazzatura. Finocchi e carote sono serviti a tronchetto e quindi risultano troppo duri da sgranocchiare per bambini che hanno ancora denti di latte, oppure denti ballerini. Non solo. L’altra questione che Giulio Gallera solleverà oggi con la presidente di Milano Ristorazione riguarda l’utilizzo delle vaschette di polipropilene che dovrebbe essere sostituito con le vaschette inox. «Una decisione che - spiega Gallera - comporta un aumento dei costi quantificabile in 650mila euro annui. Non è giustificabile». Secondo quanto verificato, fa notare Gallera, non ci sarebbe alcun problema per la salute dei bambini nell’uso di questo materiale. E correda il tutto mostrando le indagini scientifiche effettuate per dimostrano l’adeguatezza del polipropilene che ha comportato anche una «diminuzione del carico di fatica da parte del personale».