Scuola di politica nel segno di don Giussani

Inizia questa sera alle 21 nella sala del Centro culturale di Milano, via Zebedia 2, «Il desiderio e la politica», ciclo di conversazioni coordinate da Gianni Mereghetti. Uomini di cultura, filosofi ed economisti tracciano una breve storia delle aspirazioni del cuore umano e di come, nella storia, esse abbiano preso forma. La rassegna, di grande attualità nella proposta tematica e nello svolgimento metodologico, trae spunto dal pensiero di don Luigi Giussani: «Il desiderio è come la scintilla con cui si accende il motore. Tutte le mosse umane nascono da questo fenomeno, da questo dinamismo costitutivo dell'uomo. Il desiderio, per natura, spalanca l'uomo sulla realtà per imparare la mossa, per imparare dove si deve costruire... Non esiste la possibilità di costruire sul domani. Esiste solo la possibilità di costruire sul desiderio presente (...). È caratteristica dell'utopia costruire sul domani attraverso un'analisi e un'impostazione che, se non segue il desiderio naturale, segue il preconcetto proposto dall'ideologia al potere».
Entrando nel merito del dibattito culturale odierno, il ciclo di incontri ripercorre i fondamenti della società occidentale e affronta le dinamiche di pensiero alla base della crisi contemporanea, suggerendo l'inedito collegamento fra i valori della nostra civiltà e la natura del desiderio umano. Il tema di questa sera è «Il desiderio e l'uomo libero. Da Agostino a Tommaso», relatore Giacomo Samek Ludovici, scrittore e docente di filosofia morale alla Cattolica; mercoledì prossimo, stessa ora, toccherà a «Il desiderio tradito. La felicità come benessere. Modernità, utilitarismo, tolleranza», con Giulio Sapelli, docente di storia economica alla Statale.