Scuole in ritardo con i «compiti» Mancano i numeri degli iscritti

Il direttore scolastico regionale Anna Maria Dominici tira le orecchie alle scuole di Milano e della Lombardia che non hanno ancora inserito i dati degli alunni attualmente iscritti nelle classi. Secondo una rilevazione di fine gennaio, infatti, mancano ancora troppi elementi: «La percentuale di scuole lombarde che hanno inviato l’anagrafe degli alunni frequentanti è complessivamente del 75 per cento, con un dato particolarmente preoccupante nel settore delle superiori (58 per cento) e in alcune province (Lecco, Lodi, Mantova, Milano)».
Comprensibile la preoccupazione della responsabile regionale della scuola che, terminate le operazioni delle iscrizioni, dovrà determinare gli organici a cui le scuole hanno diritto appunto in base alla popolazione scolastica. Scrive ancora nella sua circolare la Dominici: «Si sottolinea l’importanza attribuita allo strumento dell’anagrafe degli alunni sia al fine di rendere più efficace e trasparente il processo di definizione dell’Organico di Diritto e di pervenire a una più puntuale previsione della sua consistenza, sia per favorire lo sviluppo di un sistema integrato di monitoraggio dei flussi e della dispersione scolastica, già avviato in collaborazione con alcuni comuni e province lombarde». Un tema questo che, soprattutto in vista del tagli previsti dalla Finanziaria, da cui dipende la possibilità di dare risposta alle vere esigenze delle scuole.
Un tema su cui ogni anno, prima della costituzione dell’anagrafe scolastica, si scoprivano irregolarità di ogni genere. Soprattutto nelle superiori dove, a settembre, quando si andavano a contare i banchi realmente occupati, si scopriva che c’erano dalle 3 alle 5mila iscrizioni fasulle in più. Una modalità, questa, utilizzata in molti casi per coprire le classi formate da un numero di alunni ampiamente al di sotto dei limiti previsti dalla legge. Anna Maria Dominici chiede dunque alle scuole un rapido aggiornamento dei dati sui frequentanti che già ha uno scopo immediato: il controllo del fenomeno dell’evasione scolastica che in Lombardia è ancora rilevante. Poi si sta pensando al prossimo anno scolastico: si vuole evitare ogni spreco per avere il massimo della disponibilità di risorse per rispondere alla domanda reale di servizio scolastico, in particolare per quanto riguarda il tempo pieno alle elementari che ormai è pressoché generalizzato ma per cui da un paio d’anni non si riesce a fornire organici adeguati. Analoga esigenza esiste per un’altra emergenza della scuola milanese: la presenza sempre più rilevante di alunni stranieri per cui mancano insegnanti cosiddetti «facilitatori» in grado di aiutarli a superare l’handicap della conoscenza della lingua italiana per potersi effettivamente integrare nelle classi.