«Se Montenapo diventa un’isola rischia di perdere il suo appeal»

Secondo Colombo Clerici trasformare il quadrilatero in area pedonale sarebbe una misura troppo drastica

All'amico Egidio Sterpa, grande conoscitore ed estimatore della nostra città che, nel commento domenicale, si meraviglia, a suo dire, dell’inspiegabile no di Assoedilizia (che rappresenta anche in questa occasione il pensiero dei proprietari dei palazzi) all'isola pedonale in via Montenapoleone, vorrei rispondere con una considerazione. Ogni provvedimento comunale si concepisce e si giustifica, soprattutto quando introduce innovazioni di un certo rilievo, se finalizzato alla soluzione dei problemi presenti ed al miglioramento della situazione in atto. Ebbene, la via in questione e le vie circostanti del famoso quadrilatero rappresentano un gioiello urbano, noto ed apprezzato in tutto il mondo come salotto commerciale di eccellenza.
Sì, è vero, c’è qualche aspetto che potrebbe essere migliorato: un certo disordine nelle circolazione stradale, con qualche intemperanza da parte degli automobilisti; il problema del carico e scarico delle merci per qualche esercizio, che si potrebbe meglio disciplinare.
Ma, considerato il livello dell’immagine e della funzionalità complessive della via (migliorabile ovviamente con i ritocchi di cui si diceva), con cure drastiche si rischia solo di peggiorare, non certo di migliorare la situazione di per sè ottimale. Se dunque la via Montenapoleone è un gioiello, trattiamolo con la diligenza del buon padre di famiglia che sa di avere in casa un bene prezioso: lo pulisce, lo lustra un po’, ma non lo sottopone ad un trattamento sperimentale per vedere cosa ne esce.
Chiudere al traffico degli autoveicoli significa introdurre delle innovazioni che, nel caso della via Montenapoleone, rischiano di peggiorare, non certo di migliorare la qualità del gioiello: ed in materia di immagine, una volta che questa è perduta, non c’è più verso di recuperarla. Cito Shakespeare, dopo Rigoletto: «Mi puoi togliere la borsa, ma non togliermi l’onore perchè questo non potrò riaverlo mai più». È l'immagine in gioco. Pensiamo cosa sarebbe se nell’isola pedonale, ormai senza più soluzione di continuità con via Vittorio Emanuele, si riversasse la folla nereggiante di giacconi di plastica che vi staziona.
Altro che arrivare in via Montenapoleone con enfasi e con sussiego per fare acquisti: bisognera «farsi largo» a spintonate tra una fiumana di gente. E dunque: Pedro, adelante con juicio.
*presidente di Assoedilizia