Un secolo di "Bagginia: il Pio Albergo Trivulzio e il sogno in una mostra

Esposti documenti originali, lettere e fotografie della casa fondata dal
principe Tolomeo. Il miracolo della bomba caduta sulla chiesa nel ’43
che non fece vittime tra gli anziani

Il futuro inizia a cent’anni. Con questo motto, il Pio Albergo Trivulzio di Milano festeggia il suo primo secolo di vita. E lo fa con un calendario pieno di iniziative originali e una carica di sprint da giovani leoni. Si, perchè la Baggina, come viene familiarmente e affettuosamente chiamato, è ben più di un ospizio. Nell’immaginario collettivo dei milanesi, è uno dei simboli più concreti di quello spirito di servizio e di dedizione che storicamente «flirta» con la Madonnina. Ma non tutti sanno che la costruzione di un ricovero per i vecchi di Milano fu addirittura il sogno di un principe, quello che gli avrebbe dato il nome. Era l’ormai lontanissimo 1766 quando il principe Antonio Tolomeo Trivulzio destinò il suo patrimonio alla fondazione di un ospizio per i «poveri vecchi» della città. Soltanto due anni dopo, nel 1768, nel segno della migliore tradizione meneghina, i lavori di costruzione della struttura furono terminati. Venne infatti utilizzato il nucleo dello stesso palazzo del nobile, nella contrada della Signora. Quasi un secolo e mezzo più tardi, il 22 maggio 1910, il Pio Albergo Trivulzio si trasferiva in un edificio realizzato su un progetto totalmente innovativo, costruito sulla strada per Baggio. Da allora la Baggina ne ha viste tante. Compreso il drammatico episodio del 1943, in pieno secondo conflitto mondiale, quando una bomba cadde sulla chiesetta dell’edificio, senza per fortuna provocare vittime.
La storia dell’ospizio per antonomasia, che ha contribuito a fare anche la storia della città in quest’ultimo agitato e turbinoso secolo, è riassunta nella mostra «Pio Albergo Trivulzio 1910-2010», allestita lungo i corridoi della sede di via Trivulzio 15 (tutti i giorni, dalle ore 10 alle ore 18, ingresso gratuito, info: www.iltrivulzio.it), che da oggi al 6 gennaio prossimo, attraverso documenti d’archivio, fotografie e immagini, ricostruisce le vicende legate al progetto dell’edificio ormai centenario, la sua realizzazione e il ruolo che l’istituto ha sostenuto nello sviluppo della Milano del Novecento.
Sempre oggi, a partire dalle ore 10, la sede del Pat ospiterà un seminario di studio, alla presenza, tra gli altri, dell’assessore alla Cultura della Regione Lombardia, Massimo Buscemi, dell’assessore alla Famiglia, Scuola e Politiche Sociali del Comune di Milano, Mariolina Moioli, e il presidente del Consiglio della Provincia di Milano, Bruno Dapei, per conoscere, approfondire e apprezzare l’edificio di via Trivulzio, specificamente progettato dagli ingegneri Carlo Formenti e Luigi Mazzocchi, per rispondere alle esigenze di ricovero e di assistenza degli anziani della città. A fare gli onori di casa, il presidente dell’ente Emilio Trabucchi.
La mostra trae spunto dalla ricerca compiuta sul materiale d’archivio relativo ai progetti architettonici, dalla quale risulta evidente l’attenzione e la profonda cura profusa dai due responsabili del progetto nello studio di un luogo idoneo e funzionale alle sua missione: «Garantire la dignità dell’uomo, recuperare la sua autonomia e la sua capacità di relazionarsi con l’ambiente in cui vive» - concetti decisamente avanzati sotto il profilo sociale - con risultati sorprendentemente innovativi per i canoni architettonici ed edili dell’epoca, in Italia e nel resto d’Europa.