Sequestra moglie e figli e minaccia una strage

Dopo il solito furibondo litigio, il marito afferra due coltelli con cui inizia a minacciare la moglie, davanti ai tre terrorizzati figli della coppia. Fino a quando uno di loro prende il chiama i carabinieri. Che arrivano di lì a poco facendo ancora più infuriare l’uomo che si barrica in casa tenendo in ostaggio l’intera famiglia. Fino a quando dopo quattro ore di estenuante trattativa si arrende e viene arrestato.
È passata da poco l’una lui, 47 anni arriva a casa. Invasato come sempre dalla gelosia. Non riesce a pensare ad altro. La moglie è sveglia ad aspettarlo e a perso la pazienza già da un bel pezzo, per questo atteggiamento ossessivo e per altre cose. Insomma si mettono a litigare come del resto accade sempre più spesso negli ultimi tempi. Parole maliziose, frasi al vetriolo, occhiate che non hanno niente a che fare con quelle dei coniugi che si vogliono bene. O almeno si rispettano. In giro per la casa, a Lissone in via Mazzini, ci sono i tre figli della coppia: una bambina di 11 anni e due maschietti, di 8 e 13. Fino a quando la donna pronuncia la frase «sbagliata»: ti lascio, sono stufa.
È in quel momento che lui perde la testa. Impugna due lunghi ed affilatissimi coltelli e li punta dritti al collo della moglie. L’uomo armato e ormai completamente fuori controllo tiene in ostaggio la consorte, ci sono tre bambini terrorizzati che piangono, si disperano. La bimba sfugge dal controllo del padre, si aggrappa al telefono e compone il 112. Dalla compagnia dei carabinieri di Desio, arriva in sirena le «gazzelle». Parte la trattativa: lunga ed estenuante. Arriva il capitano Cataldo Pantaleo, prova a parlargli, cerca di calmarlo. Lui, però è un duro, o comunque recita bene la parte. Non molla. «Io la ammazzo, andatevene tutti. In fretta» urla come un forsennato.
Che sia capace o no di farlo, nel dubbio va creduto. Sul posto volano anche tre ambulanze della croce rossa. I minuti, le ore trascorrono lentamente. Cresce l'inquietudine.«Mario, forza lascia perdere. Se vieni fuori non ti succede niente» gli dice l'ufficiale. L’uomo da come urla non sembra abbia intenzione di scherzare. Qui basta che parta un fendente ed ecco compiuta la tragedia. Si fanno le 5 del mattino. Bisogna rassegnarsi, si va per le lunghe, bisogna provare a prenderlo per sfinimento o per sorpresa. L’uomo è stremato: ormai capisce d’essere in trappola. Esce e si lascia ammanettare. Viene caricato su una gazzella che parte verso la caserma. Dovrà rispondere di sequestro di persona, minacce aggravate e resistenza a pubblico ufficiale.