«Servono più fondi per gli ospedali universitari»

Il preside della facoltà di medicina dell'università degli Studi di Milano ha scelto un giorno speciale per lanciare il suo appello: il San Paolo ieri ha festeggiato i suoi primi trent'anni e allora il professor Ferruccio Ferrario non poteva che decidere di alzare la voce proprio durante l'anniversario di uno dei tre poli universitari cittadini. Il problema infatti, riguarda proprio il difficile rapporto tra cattedratici e nosocomi, perché «l'università si sente in affitto - spiega il preside -: San Paolo, Sacco e Policlinico ci hanno accolto, ma non esiste un legame di appartenenza tra noi e queste strutture». Premette il professore «che i rapporti con le dirigenze sono molto buoni, ma così non è possibile costruire un futuro», un progetto che coinvolge 661 docenti per 1954 alunni che ogni anno superano il test di ammissione e iniziano il loro cammino per diventare camici bianchi.
Chiede un cambiamento incisivo il professor Ferrario e ha già ben chiare le tappe che possono portare alla sua realizzazione. «Per prima cosa, chiediamo una programmazione congiunta mentre, chiaramente, la gestione deve rimanere separata. Quindi pensiamo che debba essere creato un fondo particolare dedicato alla ricerca che fanno gli ospedali universitari, per incentivarli e agevolarli grazie ad un regime particolare, riservato unicamente a questo tipo di strutture». Dalla teoria alla pratica, perché queste idee sono state elaborate in un progetto di legge (numero 0380) per disciplinare i rapporti tra Regione e Università, che già questo giovedì dovrebbe essere discusso al Pirellone.
Tra gli ospiti della cerimonia al San Paolo, anche il viceministro Ferruccio Fazio che ha presentato l'ipotesi per bandi di ricerca co-finanziati dalle Regioni. «Stiamo trattando con le Regioni la possibilità di avere un co-finanziamento regionale - ha spiegato Fazio - il che significa che la Regione in cui un ricercatore ha vinto un bando darà una quota del finanziamento. Tutto questo meccanismo, e forse anche la possibilità di avere di più farà in modo che per il 2009 i fondi per la ricerca siano maggiori di quelli che sono stati fino ad adesso». Esce promossa la sanità lombarda dalla «pagella» del viceministro: «Il sistema sanitario lombardo, com'è noto, è fra i migliori d'Italia». Tuttavia, «se ha un difetto, è quello di essere troppo ospedalocentrico. Mi fa quindi molto piacere» il motto «meno ospedale e più territorio, lanciato spontaneamente dall'assessore regionale alla Sanità, Luciano Bresciani».