Sesso, ecco come le donne sono cambiate in 30 anni

Su Grazia, in edicola oggi l'indagine delle 50 domande delle studiosa Shere Hite, la stessa del celebre "Rapporto Hite" del 1976

Più aggressive e disinibite in pubblico, ma ancora timide e poco sicure di sé sotto le lenzuola. Sono le donne messe sotto la lente di Shere Hite, la massima studiosa di sessuologia al mondo. La stessa che trent’anni fa scosse l’opinione pubblica mondiale con il Rapporto Hite, una ricerca che alzò il velo su quelli che nel 1976 erano i tabù in materia sessuale. E che oggi torna a domandarsi cosa è cambiato nel modo di vivere l’erotismo al femminile. Lo farà con un’inchiesta, lanciata dal settimanale Grazia, in edicola oggi. La rivista contiene infatti un inserto chiuso con un questionario di 50 domande sul sesso suddivise per aree tematiche (Orgasmo, Parole, Giochi erotici, Sesso a distanza), e preparate con la collaborazione di Shere Hite sul modello che ispirò il suo celebre studio. Il sondaggio verrà poi riproposto da Grazia nei numeri del 4 luglio e del 1° agosto, e a settembre, a indagine conclusa, sarà la stessa antropologa, dopo aver analizzato le risposte pervenute, a tracciare la nuova mappa del piacere delle donne italiane, svelando che cosa è cambiato negli ultimi anni e cosa potrebbe cambiare nei prossimi.

Le aspettative, spiega la Hite in un’intervista pubblicata in contemporanea sulle pagine del femminile Mondadori, ha grandi aspettative ma una profonda certezza: a letto le donne devono ancora imparare molto. «Sicuramente abbiamo di più: - spiega la studiosa - più soldi, più lavoro. Siamo più forti, ma continuiamo a sentirci deboli in amore. Perché? Facciamo fatica a pensare di poter cambiare le cose con i nostri pensieri e le nostre azioni». Non siamo in pratica molto diverse da trent’anni fa: «Può sembrare assurdo, ma, trent’anni dopo, siamo quasi allo stesso punto. - spiega -. Dobbiamo ancora apparire sexy e, insieme, verginali. Diamo poco valore all’espressione dei nostri desideri, che vanno in tutt’altra direzione. Siamo sempre alla ricerca di un piacere che difficilmente potremo trovare. Perché lo cerchiamo nel posto sbagliato». E, a sorpresa, non è vero che il discorso legato alla parola «sesso» non è più un tabù. Lo è tutt’ora in moltissimi rapporti madre-figlia, ma anche nei discorsi tra amiche. Perché se è vero che parliamo molto di esperienze sessuali, è altrettanto vero che non abbiamo la capacità di andare oltre la superficie di queste avventure. «Quante di noi – domanda la Hite lanciando la sfida alle lettrici di Grazia - sono disposte a raccontare desideri, frustrazioni e speranze legate al sesso? C’è una grande difficoltà ad andare oltre la superficie, a guardare che cosa c’è dentro a una relazione. E dentro ai propri desideri».

L’inchiesta sarà anche lo spunto per approfondire cosa c’è di nuovo nel modo di relazionarsi tra uomo e donna. Per esempio la «ranch culture»: un modo di essere donne molto aggressivo, soprattutto dal punto di vista sessuale. L’immagine femminile ostentata sui media è quella di una donna indipendente e dominante sul partner maschile, ma che non risponderebbe ad una situazione di autonomia reale. In realtà, oggi le donne assumono punti di vista maschili, scambiandoli per nuove frontiere di libertà e di potere. Pensano di buttare via un modo vecchio di vivere la femminilità e invece stanno solo allineandosi a una visione maschile del sesso. Una tesi, quella della Hite, che aspetta di essere confermata o smentita dalle risposte delle lettrici.