Shoah, al binario 21 il museo della memoria

Gli assessori Zecchi e Verga: «Fondamentale che Milano abbia un luogo che ricordi l’Olocausto»

Il binario 21 della Stazione Centrale è conosciuto soprattutto dei pendolari, è un binario laterale dove arriva qualche treno regionale, un binario decentrato che si nota poco. Probabilmente per questo è stato scelto come partenza dei convogli piombati che portarono gli ebrei di Milano nei campi di concentramento della Polonia e della Germania.
E per questo, ora, Milano ha deciso di farlo diventare la sede di un museo della memoria, un progetto che mette insieme Comune, Provincia, Regione, Ferrovie dello Stato, comunità ebraica e anche privati e per cui è sorto un comitato, che raccoglie adesioni al progetto di un memoriale.
«È fondamentale un museo della Shoah che a Milano manca - ha spiegato ieri l'assessore alla Cultura del Comune, Stefano Zecchi, a una tavola rotonda al Museo di storia contemporanea sulla “Persecuzione degli ebrei in Italia” -. Siamo chiamati a ricordare un evento che non ha pari nella storia, ma soprattutto il fatto che in noi si può generare il seme del razzismo: e questo va combattuto».
Come ha aggiunto l'assessore alla Cultura della Provincia, Daniele Benelli, «il progetto del binario 21 è importantissimo perchè la memoria non deve essere occasionale, ma deve diventare una coscienza che si trova nei luoghi quotidiani», come quel binario da dove oggi partono passeggeri inconsapevoli e da dove il 30 gennaio del 1944 partì per Auschwitz un treno con 650 ebrei.
«Sopravvissero in 20», ha ricordato Marco Szulc, presidente dell'associazione «Figli della Shoah». Fra loro c'era anche Liliana Segre, che ancora oggi racconta l'orrore del viaggio da San Vittore alla Stazione attraverso una Milano fantasma, che in qualche modo non voleva vedere, la paura del treno piombato, l'orrore di Auschwitz che le tolse tutta la famiglia. «Allora avevo 13 anni, oggi ne ho 75 - racconta - e non dimentico niente, non dimentico i volti dei miei». Ma soprattutto Liliana Segre spiega ai ragazzi che «comunque c'è la speranza, che anche dopo il male può esserci il bene».
Servirà anche a questo il progetto del Binario 21, disegnato dall'architetto Guido Marpurgo. «Quello su cui stiamo lavorando - ha sottolineato l'assessore allo Sviluppo del Territorio del Comune, Gianni Verga - è un modo per fare attenzione più di una volta all'anno alla memoria di quei tragici eventi, di renderla continua. Milano lo deve fare». «Insegnare la Shoah - ha sottolineato Emanuele Fiano, consigliere comunale e anche dell'Unione delle Comunità ebraiche italiane -, significa dare un contributo alla tolleranza».