Shock sui media romeni per gli applausi al giovane che ha ucciso Maricica

La stampa straniera condanna il comportamento degli italiani che lunedì hanno insultato i carabinieri durante il trasferimento in carcere di Alessio Burtone e sollecitato la sua liberazione. La Camera penale: «Custodia cautelare frutto della campagna mediatica»

Non sono passati inosservati, sui media romeni, gli applausi riservati ad Alessio Burtone dai suoi amici mentre lunedì i carabinieri lo portavano in carcere. Applausi per lui, che a dir loro non meritava di essere arrestato per aver ucciso con un pugno una donna romena dopo una lite in metropolitana, e insulti per i militari che eseguivano l'ordine della Procura. «L'aggressore di Maricica Hahaianu accolto con applausi da più italiani al momento del suo arresto», scrive il sito della tv Antena 3, che accompagna le immagini riprese dalle televisioni italiane con il titolo «L'assassino applaudito dai connazionali». «Decine di italiani hanno applaudito Alessio Burtone quando è stato trasferito in carcere», scrive il quotidiano Jurnalul national on line. «La gente ha chiesto persino la liberazione del giovane», continua il giornale.
A non condividere l'ordinanza di custodia cautelare in carcere firmata dal gip non sono soltanto gli amici di Burtone, ma anche il direttivo della Camera Penale di Roma. Per gli avvocati penalisti, infatti, non c'era motivo di far scattare le manette intorno ai polsi del ventenne. E se ciò è accaduto è stato soltanto per la pressione mediatica. «Il doloroso evento della morte di una cittadina romena - scrivono gli avvocati - colpisce e rattrista. I giudici che saranno chiamati a valutare responsabilità e gravità del fatto, avranno modo di esprimere compiutamente il loro giudizio. Ma si fatica a comprendere cosa tutto ciò abbia a che fare con il tema delle esigenze cautelari, già valutate dal gip al momento dell'arresto come salvaguardabili dalla misura degli arresti domiciliari ed ora aggravate con il carcere». Per la Camera Penale «occorre che la giurisdizione penale si affranchi dalle suggestioni mediatiche».
Burtone, intanto, ha trascorso la sua prima notte in carcere, dove si trova in regime di isolamento e guardato a vista. Una notte in bianco. «Non sono riuscito a dormire - ha confidato i giovane al suo legale, Fabrizio Gallo - ogni volta che mi svegliavo pensavo di essere a casa, ma quella luce davanti al letto mi ricordava che ero in carcere».