Si lancia sotto la metropolitana Muore una diciassettenne cinese

Andrea Indini

Un addio scritto su un foglio di carta, nascosto in una tasca dei pantaloni. Nero su bianco i motivi del disagio che spinge una ragazzina a togliersi la vita. E poi, più niente. È la cruda cronaca di un suicidio consumato in metropolitana, fermata Amendola-Fiera.
Non sono state le proteste sindacali né un guasto tecnico a fermare la linea Rossa proprio durante l’ora di punta. Sono le 12.35 di ieri, quando una ragazza di soli diciassette anni decide di togliersi la vita gettandosi sotto un convoglio della metro. Sul posto intervengono subito gli agenti della polizia e il personale del 118, ma non c’è più niente da fare. Purtroppo alla triste vicenda della ragazza, come spesso accade quando qualcuno si suicida, si sono sommate alcune problematiche di ordine pratico. Dalla stazione di Pagano al capolinea Molino Dorino (in entrambi i sensi) la circolazione viene immediatamente interrotta. Per circa due ore, tempo necessario al recupero del cadavere, Atm ha disposto, in sostituzione della metropolitana, il servizio di alcuni autosnodati lunghi diciotto metri.
Secondo i primi accertamenti della polizia, la suicida, una ragazza di origine cinese, si chiamerebbe Min W. In una tasca della vittima gli agenti hanno trovato un foglio in cui, secondo gli inquirenti, sarebbero state scritte le motivazioni del suo gesto estremo.