La Sicilia balla sulle spese dell'Italia: meno tasse e 4mila nuovi assunti

I "democristofiniani" di Lombardo fanno campagna elettorale: esenzione dal ticket al 65% dei cittadini e nuovo personale. A spese del resto d’Italia

La Sicilia è un’altra cosa. Questi, raccontano, sono tem­pi di vacche magre. Tremonti continua a ricordare che l’Ita­lia non può permettersi spre­chi. Il debito pubblico è un’os­s­essione da cui non si può fug­gire. Le famiglie e le imprese avrebbero bisogno di meno tasse. Ma come si fa? C’è il ri­schio bancarotta. Ci sono in fantasmi della Grecia e dell’Ir­landa all’orizz­onte e gli specu­latori della finanza che sogna­no un’altra preda. Tutto que­sto vale per il continente. Non fa eccezione neppure la Sar­degna. Ma in Sicilia no. Il go­verno democristofiniano di Raffaele Lombardo, con tan­to di striature rosso finocchia­ro, si permette il lusso di politi­che anni ’80. O, almeno, così pare. La storia. Il vicerè di Sicilia fa un conferenza stampa per annunciare che taglia le tas­se, allarga le esenzioni dal tic­ket e assume 4000 persone nella sanità. È la manna che cade dal cielo. Uno però si chiede come mai in Italia si ta­glia­e la Sicilia rispolvera la sta­gione d’oro dello Stato socia­le. Qui o c’è un trucco oppure si balla sul Titanic. È come se la Sicilia avesse fatto improv­visamente sei al superenalot­to. Qualcosa del mistero lo ri­vela lo stesso compagno di maggioranza del governato­re, l’ex segretario della Cisl Sergio D’Antoni: «Ma guarda che la riduzione delle tasse è più che altro simbolica».L’ali­quota Irap passa dal 4,82 al 4 ,67 per cento, l’Irpef si ridu­ce dello 0,03 per cento. Catun­niu , dicono da quelle parti. Cosa da campagna elettora­le, tanto per fare rumore. Più serio il discorso sanità. Qui la storia si fa complicata. Lombardo dice che grazie al­l’ottima gestione del fondo sa­nitario regionale c’è un avan­zo di gestione di 21 milioni di euro. Anche qui si resta sba­lorditi. Il vicerè qualcosa in ef­fetti ha risparmiato. Il piano di rientro di uno dei deficit sa­nitari più profondi non è una bufala totale. Una pacca sulla spalla è arrivata anche dalla Corte dei Conti. Il deficit però era ancora di 233 milioni di euro nel 2009. Due anni fa la spesa sanitaria rappresenta­va il 10 per cento del Pil (in Lombardia era il 4,97%). La sa­nità costava ai contribuenti un milione di euro l’ora. Buo­n­a parte per pagare i 52.184 di­pendenti, di cui 5.078 precari. Come ha fatto Lombardo a realizzare il miracolo? Santi Formica, vicepresidente del parlamento siciliano, mette in guardia dai conti facili. Il go­vernatore non ha ancora ap­provato bilancio e legge finan­ziaria. Gli mancano 500 milio­ni di euro. Non si trovano. E il risanamento della spesa sani­taria? «Ha posticipato una se­rie di spese obbligatorie al prossimo anno. Ora non so­no a bilancio, ma lo saranno tra un anno e con gli interessi. Ma il colpo di teatro è aver ar­bitrariamente ridotto al 41 per cento il cofinanziamento regionale della spesa sanita­ria, che per legge deve essere sostenuto metà e metà con lo Stato». In pratica Lombardo ha det­to al resto degli italiani: io pa­go questo, il resto lo sborsate voi e se non vi sta bene fate pu­re ricorso. Lo Stato andrà in tribunale, ma passeranno an­ni prima di rivedere i soldi. In­tanto i democristofiniani pos­sono dare al 65 per cento dei siciliani la sanità senza ticket. Al di là dello Stretto, mi sa, non la prenderanno bene. Le assunzioni. Quattromila non sono poche. La metà so­no ex precari da mettere a po­sto. Gli altri verranno scelti per concorso o con gente che dal Nord torna al Sud. Che fan­no? Radiologi, fisioterapisti, ostetrici e 1.138 infermieri. E soprattutto 1.087 dirigenti. At­tenzione. Questo è un vero schiaffo alla miseria. La Sici­lia è la regione dei dirigenti pubblici. Sono 500 in più di quanto previsto, parola di Giovanni Coppola, procura­tore della Corte dei Conti. Un capo ogni 8,4 sottoposti. Su 21.104 dipendenti della regio­ne, 2320 sono dirigenti. Ai Be­ni culturali i dirigenti sono 770. Vieni quasi da chiedere se nessuno di questi sia buo­no per Asl e ospedali. Lombar­do dice che queste cose le sa. Ma nel suo stesso partito si racconta che ogni volta che può assumere qualcuno gli si illumina il volto. Finora si è mascherato da Tremonti, ma con le elezioni all’orizzonte può dare sfogo alla sua voca­zione primitiva. Venite clien­tes.