Sicurezza a rischio: no alla parificazione della scuola ebraica

L’istituto è in affitto in uno stabile del Comune di via Forze Armate

Augusto Pozzoli

Dopo la scuola araba bilingue, anche una scuola ebraica, la scuola del Merkos, non riesce a regolarizzarsi. I responsabili di questo istituto che ospita 160 alunni, dalle materne alle medie inferiori, non sono riusciti ad ottenere la parità. Ancora una volta colpa della mancanza di requisiti di sicurezza richiesti dalla legge. E questo nonostante abbia trovato la sede in una struttura messa a disposizione dal Comune.
La scuola, uno dei centri di formazione realizzati dalla comunità ebraica a Milano, ha una decina d’anni di vita. Scopo dichiarato dell’iniziativa è quello di «proporre un modello formativo all’insegna dell’integrazione, avendo di mira di educare gli alunni secondo i valori e la cultura dell’ebraismo, offrendo parallelamente un ciclo di studi in linea con i programmi ministeriali». Qui si studia la lingua ebraica, la Bibbia e i suoi commenti.
La scuola del Merkos da un paio d’anni ha ottenuto in affitto le aule presso uno stabile del Comune in via delle Forze Armate 59, ed è stata ufficialmente inaugurata un anno fa alla presenza di due rabbini di Gerusalemme e dello stesso ex sindaco Gabriele Albertini. Successivamente era stata avviata la pratica di riconoscimento di scuola paritaria. Entro novembre avrebbe dovuto arrivare l’ok della direzione scolastica regionale almeno per quel che riguarda materne ed elementari.
Attesa vana: il riconoscimento è bloccato. I responsabili della scuola hanno preferito non commentare. Parla invece Pietro Modini, l’ispettore che ha ricevuto l’incarico di verificare se esistevano le condizioni per ottenere l’autorizzazione richiesta: «Da un punto di vista didattico – dice – non ho potuto fare alcun rilievo negativo. La scuola è seria. Evidentemente le ragioni che hanno bloccato la pratica riguardano le norme di sicurezza, anche se so che durante la mia ispezione si stavano effettuando dei lavori richiesti da Asl e vigili del fuoco, che mi hanno assicurato stavano per finire».
Si rischia in tal modo di ripetere la situazione che si è verificata per la scuola araba bilingue di via Ventura. Un accostamento che non pare casuale, se non altro per il fatto che alcuni docenti che fino allo scorso anno insegnavano appunto nelle classi ospitate nell’edificio comunale di via delle Forze Armate, ora insegnano nelle classi dei bimbi egiziani. Questa volta comunque si tratterebbe solo di un intralcio di tipo burocratico.
Dopo la contestata vicenda di via Ventura, infatti, le autorità scolastiche e comunali sembrano aver adottato una linea di particolare rigore nel controllo delle norme di sicurezza che devono essere rispettate prima di rilasciare l'autorizzazione al funzionamento.