La "sindrome della parolaccia": sono cinquecento i malati di Tourette

Il caso. Afflitti da tic e manie, perdono
facilmente il controllo, spesso diventano aggressivi. Al Galeazzi il
centro di cura italiano. Il disturbo è neurologico ma spesso è confuso con patologie psichiatriche

Milano conta tanti piccoli Mozart. Sono bambini che in comune con il genio della musica non hanno lo straordinario talento ma gli stessi tic. E non sono pochi: ben il 10-15 per cento degli alunni delle elementari sbatte gli occhi e compie altri movimenti involontari. Il guaio è che i compagni li deridono e gli adulti, insegnanti ma anche genitori, non sospettano che dietro a questi comportamenti ci sia qualcosa di serio e si limitano a sgridarli. I ragazzini, in risposta, si isolano, perché non riescono a controllare questi gesti involontari. Gesti non sporadici ma dovuti a una malattia neurologica che può essere imbarazzante e addirittura invalidante. È la Sindrome di Tourette il cui unico centro di cura italiano si trova al Galeazzi. Qui i mille pazienti provenienti per il 25 per cento dalla Lombardia, per il 5 per cento dall'estero, e per 70 per cento dal resto d'Italia, vengono trattati farmacologicamente. I pazienti resistenti ai medicinali sono stati sottoposti all'impianto chirurgico di una specie di pacemaker nel cervello. Non tutti coloro che sono affetti da questa patologia lo sanno. «In città soffrono della forma media di Tourette circa 500 persone - spiega il professor Mauro Porta, responsabile del Centro Distrurbi Extrapiramidali e Sindrome Tourette del Galeazzi - ma la maggior parte non è in cura nella nostra struttura. La patologia è difficilmente diagnosticata e chi arriva da noi lo fa dopo aver girovagato in altre strutture tra specialisti di vario tipo: dall'oculista perché sbattono gli occhi, dall'otorinolaringoiatra perché continuano a schiarirsi la gola, dall'allergologo perché annusano a tutt'andare, dagli psicologi e dagli psichiatri quando compaiono autolesionismo, turpiloquio e comportamenti ossessivo-compulsivi di tipo violento e sessuale. C'è chi viene ricoverato persino nei reparti psichiatrici, anche se la Sindrome di Gilles de la Tourette non è una malattia mentale ma neurologica». Per fortuna questa malattia nella maggior parte dei casi scompare nell'età adulta. Per quel 30 per cento di pazienti che rimangono Tourettiani anche da adulti la vita può essere davvero difficile se non curati adeguatamente. Invalidante in tutti i campi, da quello lavorativo a quello sociale e a quello affettivo. In preda a tic di vario genere, a versi che assomigliamo a un abbaiare, si lasciano andare ad aggressioni verbali o bestemmie diventando protagonisti di situazioni disastrose. Lo sa bene Marco Sertonio, il capitano di lungo corso savonese di trentadue anni, che il 24 settembre scorso se l'è vista brutta quand'è stato fermato dai vigili per essere passato col rosso. «La mia convenzione tipicamente tourettiana di essere passato col verde ha scatenato un diverbio con i due agenti. Io ho reagito con i soliti tic, parolacce comprese. Ho anche cercato di esibire il certificato medico. Ho telefonato al professor Porta, presidente dell'Associazione Italiana sindrome Tourette, ma gli agenti non hanno voluto parlargli e la situazione è degenerata».