«Lo smog? Per i tumori più dannosi fumo e cibi»

Spaggiari: «La sigaretta è il vero killer, attenti alla carne grigliata»

I milanesi? Li stronca più una costata alla brace dello smog. Di tutti quegli inquinanti che fanno scattare le centraline che misurano il Pm10 e non solo. I nostri concittadini non possono tirare un sospiro di sollievo nemmeno quando si siedono a tavola. Perché proprio nel momento in cui pensano di gratificare il palato attentano alla loro salute. E non di poco.
L’alimentazione ha un fattore di rischio 35 di provocare tumori. Più alto di cinque punti del fumo, e di ben trentatré dello smog. I cibi possono, quindi, essere più dannosi del Pm10. A sostenerlo è Lorenzo Spaggiari, direttore della divisione di Chirurgia toracica dell’Istituto europeo d’oncologia: «All’alimentazione, che può causare tumori in generale perché veicola sostanze cancerogene, è stato assegnato un fattore 35. Ben più alto di quello attribuito al tabacco, 30, e molto distante dal 2 dell’inquinamento».
Per non farci del male dobbiamo prestare attenzione a ciò che mettiamo nel piatto? «Sì - risponde il chirurgo toracico dell’ospedale di Umberto Veronesi -, se si mangia sempre carne alla brace, per esempio, si attenta alla salute». Meno pericoloso del cibo sarebbe il Pm10, le famigerate polveri sottili.
«Dal punto di vista oncologico - spiega il professor Spaggiari - va precisato innanzi tutto che la causa principale del tumore del polmone (e di altri tumori delle vie respiratorie e del cavo orale) è il fumo di sigaretta e dunque per ridurre l’incidenza di questo big killer l’importante è insistere e concentrare gli sforzi sulle campagne anti-tabacco». Lo smog è allora meno pericoloso? «L’inquinamento atmosferico (in cui rientrano le polveri sottili) - risponde il direttore della divisione di Chirurgia toracica dello Ieo - è causa del tumore polmonare in percentuali minime, intorno al 2%. E a confermarlo è il fatto che il tumore del polmone è in diminuzione negli uomini, che svolgono più attività outdoors ma stanno, sempre più numerosi, smettendo di fumare, mentre è in aumento nelle donne che sono più di frequente indoors ma non riescono a rinunciare alla sigaretta».
Per il chirurgo toracico dell’Istituto europeo d’oncologia la prova del nove che le polveri sottili siano meno nocive del fumo è la constatazione che la popolazione maschile, che trascorre generalmente più tempo all’aperto di quella femminile, s’ammala meno di neoplasie polmonari. «Altrimenti non si spiegherebbe - aggiunge Lorenzo Spaggiari - perché in Piemonte, in una piccola cittadina come Vercelli, il tumore al polmone è superiore rispetto a Torino, e in Lombardia, a Varese, Como e Sondrio si muore di più che nella super-inquinata Milano».
E a sostegno di questa teoria il chirurgo dell’istituto di via Ripamonti ricorre a un altro confronto: quello con la Serenissima. «Basti pensare che una delle frequenze più elevate di cancro alle vie respiratorie si registra a Venezia, che certo non può avere il record delle auto circolanti, ma lo detiene invece per numero di forti fumatori. Inoltre dobbiamo ricordare che il Pm10 è dovuto solo in piccola parte alle auto e in grande misura, invece, ad alcune forme di riscaldamento domestico. Detto questo, la sua presenza va ridotta perché è dannoso per la salute in generale e per i problemi respiratori in particolare: allergie, bronchiti croniche, forme asmatiche vengono peggiorate sensibilmente da una presenza eccessiva di polveri sottili nell’aria».