"Lo smog non si ferma ai confini, con Clini l’ho spiegato a Pisapia"

Dopo l’intesa della Provincia col ministro, parla l’assessore all’Ambiente Cristina Stancari: «In Comune si riempiono la bocca di condivisione ma poi fanno tutt’altro»

Assessore Cristina Stancari, la Provincia ha portato a casa un bel risultato dal vertice di lunedì sull’emergenza smog nel Nord Italia...
«Sì, il ministro dell’Ambiente Corrado Clini ha apprezzato il nostro metodo di condivisione e di azione sinergica per combattere l’inquinamento. Clini ha sottolineato che, pur nell’emergenza, le azioni isolate, come il blocco del traffico, hanno un’efficacia ridotta, lo smog non si ferma ai confini di Milano».
Ogni riferimento al Comune di Milano è casuale...
«Diciamo che questa è la filosofia che ispira la bozza del protocollo d’intesa che abbiamo proposto ai 134 comuni della Provincia. Il punto di partenza, per far scattare le azioni emergenziali, è il valore medio dei livelli di polveri sottili registrati nelle 10 centraline del territorio della provincia».
Sfatiamo un mito, Milano comune lombardo più inquinato...
«Non è assolutamente così, anzi l’andamento dei dati ci dice che la linea dello smog riguarda tutti i Comuni, si alza e si abbassa all’unisono».
Ce lo dimostri...
«Sabato 3, il giorno di massimo inquinamento, la centralina di Milano Verziere segnava 147 microgrammi di Pm10 per metro cubo, Senato 133, Città Studi 139, Magenta 100, Cassano 131, Robecchetto 115, Limito di Pioltello 103. Così ieri se in Senato la centralina segnava 43, Arese 30, Magenta 29, Cassano 49. L’inquinamento è una questione che riguarda l’aria metropolitana».
Il presidente di Atm Elio Catania aveva sulla scrivania un monitor che segnalava frequenza e orari dei mezzi, lei ha su tavolo uno schermo collegato con le centraline?
«Beh, è la prima cosa che controllo la mattina! Siamo molto soddisfatti per le parole del ministro perché ha riconosciuto l’importanza del lavoro condiviso con le altre amministrazioni».
La condivisione, parola con cui il sindaco Pisapia si riempie la bocca, ma che non applica nei fatti...
«Spiace ogni tanto constatare l’atteggiamento “Milanocentrico”, ma è arrivato il momento di allargare lo sguardo su scala metropolitana. Lo stesso discorso vale per il trasporto pubblico: va bene potenziarlo nel capoluogo ma non si possono dimenticare i pendolari dei comuni di prima cintura, in particolare, che vanno ogni giorno a Milano per lavoro. Milano si sta svuotando sempre più. Di giorno si registrano il doppio delle persone che la sera. Uno dei principali compiti della provincia, è quello di proporre un piano del trasporto pubblico locale».
Tornando al piano aria nazionale, il ministro Clini ha detto che il protocollo della Provincia costituisce un buon punto di partenza. Oggi intanto si riunisce la cabina di regia, che vede la partecipazione dei comuni, Provincia, Regione, Arpa ed esperti
«La cabina di regia tecnica, che lavorerà anche per trovare misure di lungo termine, avrà come base di lavoro il protocollo dei comuni del milanese, ovvero provvedimenti che scattano in via automatica al decimo giorno in cui i valori medi calcolati sul tutto il territorio superano il livello di allarme. Certo, abbiamo scelto la strada più lunga e difficile, ma sicuramente la più efficace, perché agisce su scala metropolitana e su base condivisa. Paga di più che decidere sull’onda dell’emotività».