Sms spierà chi marina la scuola ma bigiare fa diventare grandi

Giusta la pagella digitale, una manna i certificati on line, bene i
registri elettronici. Però è pericoloso impedire quel vecchio rito

La notizia non è un bel congedo per la vacanze nataline di milioni di studenti. Renato Brunetta, ministro per la Pubblica amministrazione, ha dichiarato guerra agli scolari «fannulloni». Da gennaio, in via sperimentale, i genitori riceveranno un sms con la comunicazione che - quel giorno - il loro pupone non si è presentato in classe. Il ministro si augura che entro il 2010 il sistema venga adottato in tutte le scuole.
Ho simpatia per Brunetta e per il suo sforzo di snidare le anime morte del pubblico impiego, per dare all'amministrazione pubblica l'efficienza, la produttività, l'attivismo tecnologico senza i quali il Paese è destinato a sprofondare sempre di più in una sorta di girone premoderno e lassista in cui i furbi continueranno a prevalere sui «fessi», cioè sugli onesti e su chi lavora, si impegna, rispetta i doveri e le regole.
Tuttavia mi sembra una pessima idea lanciare una campagna così determinata e immediata proprio contro gli studenti. I quali hanno bisogno soprattutto di fiducia - come categoria e in ciascuno di loro, come individui - oltre che di un sistema scolastico capace di dimostrare efficienza nei compiti che gli sono più propri, cioè formare e istruire. Diminuiranno le assenze, sì, ma a che pro, se prima non si assicura una vera «presenza» della scuola e degli insegnanti?
Non è né formativo né istruttivo denunciare i ragazzi in tempo reale alle famiglie per ogni «sega» o «buco» mattiniero. È vero che chi «marina», come si diceva una volta, tradisce il proprio compito, la propria missione, che è quella di frequentare le aule. Ma gli studenti non sono né militari né funzionari, sono giovani uomini in piena crescita, che per formarsi hanno bisogno anche delle necessarie dosi di irregolarità. Dichiaro con fierezza che certe mattine in cui «bigiai» (per malinconia, allegria, sesso, amore, per sfuggire a un interrogazione o al contrario per studiare in pace), furono fra le più istruttive della mia vita.
Tentare di privare i giovani di questa scappatoia è un errore, anche pericoloso. Quel che non potranno fare la mattina, in virtù di una costrizione tecnologica, lo faranno con maggiore rabbia e dispetto nel pomeriggio, c'è da giurare con esiti peggiori dal punto di vista comportamentale e sociale. Anche perché quei ragazzi si sentiranno traditi proprio sul loro terreno, con le loro stesse armi: la tecnologia digitaltelefonica che gli appartiene fin dall'infanzia e che li ha resi più indipendenti dall'invadenza curiosa e vigilante degli adulti. Credo che una comunicazione mensile, nel caso di troppe assenze nel corso del mese, sia più che sufficiente, la giusta misura, di gran lunga preferibile al «grandesmsfratello». Oltretutto, con la denuncia quotidiana, non cambierà molto. Saranno pochi i genitori disposti ad ammettere con la scuola che il figlio ha mancato. Come e più di prima, la maggioranza sarà pronta a rilasciare false dichiarazioni di assenza giustificata.
Bene, invece, le altre novità tecnologiche annunziate da Brunetta: la pagella digitale, il registro elettronico e i certificati online, segno di una scuola che lascia il guscio della lumaca per munirsi di ali, perlomeno nelle pratiche amministrative.
Quanto all'università, entro il 2010 un terzo degli atenei potrà fruire del «Voip», della verbalizzazione elettronica, dei pagamenti online e del fascicolo personale in linea, con un investimento di appena 20 milioni di euro. Se ripenso alle code - di ore - fatte ai miei tempi per iscrivermi a un esame, mi viene da piangere. Forza Brunetta, dunque, nel campo di un'innovazione, che non sia soprattutto persecuzione. Condivido il suo auspicio che altri servizi di pubblica utilità possano mandare i messaggini agli utenti, «in particolare nel campo fiscale e della sanità». Questa è musica per le nostre orecchie. Perché, per esempio, non fare tesoro della tragedia climatica di questi giorni, che ha lasciato centinaia di migliaia di cittadini in balia di gravissimi disservizi legati al trasporto? È vero che non è colpa del governo, se fa freddo, ma le linee aeree e le reti ferroviarie potrebbero ben essere invitate (o costrette) a informare - con un sms - i cittadini dei guai che li aspettano se provano a mettersi in viaggio, invece che invitarli a consultare internet o un numero telefonico: verde più di speranza che di gratuità.
Dia retta, Brunetta, cominci da lì e non dai marinanti. Aiuterà a formare cittadini che credono di più nello Stato e nella sua volontà costruttrice, invece di enfatizzare quella censoria.
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