Soldi finiti. E i genitori pagano i prof

Che di soldi per le scuole ce ne fossero pochi, pochissimi, è ormai lapalissiana realtà. Ma che fossero addirittura pari a zero euro non se l’aspettavano proprio. Ed è stata un’amara e preoccupante scoperta quella fatta dall’Istituto comprensivo Paolo Sarpi di Settimo Milanese, due elementari e una media per un totale di 559 alunni, quando si sono visti recapitare il bilancio scolastico dal Miur. Sì perché alla voce «Funzionamento scolastico anno 2009» corrispondeva la cifra 0 euro. Uno stanziamento al limite del ridicolo se non fosse che di soldi per il funzionamento non ne sono davvero arrivati. Tanto che ora l’istituto ha deciso di chiedere aiuto alla cittadinanza: «Aiutateci o dal mese prossimo dobbiamo licenziare cinque insegnanti». Inizialmente la preside aveva pensato ad un disgraziato errore del computer, a una risibile svista di qualche impiegato o chissà. Ancora non è dato sapere però se quello «0 euro di stanziamento» corrisponde a una volontà precisa o ad un refuso. La preoccupazione si mescola all’amarezza di essersi visti recapitare un finanziamento ridicolo anche per le spese di pulizia della scuola: «A fronte dei soliti 5mila euro che servono per comprare stracci, detersivi e quant’altro, di euro ne sono stati stanziati 200. Stiamo parlando della pulizia di tre edifici, quei soldi non basterebbero neppure per l’abitazione di una famiglia». E mentre i genitori hanno cominciato a mettere nello zaino dei propri figli anche la carta igienica, la presidenza ha cercato spiegazioni. «Sono settimane che tempestiamo di e-mail e di fax il ministero - racconta preoccupata la vice-preside, Giovanna Lavanco -. Abbiamo chiesto solleciti anche al provveditorato, abbiamo preso appuntamenti con chicchessia, nessuno ci fornisce la benché minima spiegazione. Il problema è che ora il tempo sta passando e noi di soldi non ne abbiamo più». Per essere più precisi: la scuola di Settimo Milanese vanta un credito nei confronti del Miur di 190mila euro. Soldi che si sono accumulati nel corso degli ultimi cinque anni che la scuola ha anticipato stornandoli da altre voci. Il problema maggiore riguarda lo stipendio dei supplenti. «Quest’anno a causa di malattie piuttosto gravi abbiamo 3 supplenti annuali di materie non trascurabili: una è l’insegnante di lettere per una classe di terza media che quindi dovrà affrontare gli esami e altri due sono di matematica per le classi prima e seconda media. In più abbiamo due insegnanti di sostegno - spiega la vice preside - Lo stipendio di febbraio l’abbiamo pagato con i soldi raccolti dai genitori alla festa di Natale, per il mese di marzo non sappiamo come fare». Tanto che la scuola ha invitato tutta la cittadinanza, sindaco e amministrazione comunali compresi ad una assemblea pubblica che si terrà il pomeriggio del 24 marzo: «Vogliamo far sapere a tutti cosa rischiano i ragazzi. Noi saremo costretti a licenziare questi insegnanti oppure a farli lavorare gratis con un sicuro strascico giudiziario, perché nessuno può accettare trattamenti simili. D’altra parte non posso pensare che una classe di terza che dovrà affrontare gli esami a fine anno dal mese prossimo non studi più italiano». Il problema riguarda anche due insegnanti di sostegno: «chi è capace di dire ai genitori di quei due ragazzi con i quali la vita non è stata troppo generosa che da aprile resteranno in balìa di se stessi?» Il problema uscirà dunque dalle aule nella speranza che «qualcuno riesca a trovare assieme a noi una soluzione o che una mobilitazione più generale sia capace di avere delle risposte».