Sorpresa: guidare nella metropoli non è pericoloso

Milano (come le altre grandi città) non è tra i luoghi più pericolosi per chi va in macchina. I dati Aci-Istat ribaltano il luogo comune secondo il quale le metropoli sarebbero punti bui della sicurezza stradale. Sono tutte al Sud e sono tutte città medio-piccole, le dieci Province italiane che fanno registrare il più alto tasso di mortalità (ovvero il rapporto tra numero di incidenti e numero di morti) negli incidenti stradali. Milano è terz’ultima (al centoquattresimo posto) con dieci morti ogni dieci incidenti. Tanto per dare un’idea, a guidare la classifica del rischio sono Medio Campidano (oltre 95 morti su 1000 incidenti), Potenza (90) e Crotone (81). La prima tra le città con oltre 250mila abitanti è Catania, Napoli è la numero 71, Torino 87, Roma è a quota 100. Ultima è Genova.
La questione cambia se si calcolano gli incidenti in rapporto al numero di auto in circolazione. In questo caso in testa sono le province del Nord e Milano è addirittura seconda, subito dopo Rimini. E la situazione è molto simile se si analizzano i dati dal punto di vista del rapporto tra incidenti e popolazione. Ancora una volta, infatti, sono le province del Nord a guidare la classifica e ben quattro dei dodici capoluoghi con oltre 250mila abitanti occupano le prime dieci posizioni. In questo caso, però, Milano è «solo» quinta (dopo Rimini, Ravenna, Firenze e Savona). La più virtuosa tra le grandi, sfatando ogni pregiudizio, risulta Napoli: novantatreesima.
Restringendo la visuale alla Regione, Milano è comunque la provincia lombarda nella quale si contano il maggior numero di incidenti (26.644) e vittime della strada (268). La provincia dove il fenomeno degli incidenti è meno frequente, invece, è Lodi, con 554 sinistri e 24 decessi nel corso del 2006. Sondrio, invece, è la provincia dove gli incidenti producono gli effetti più gravi: 43,61 decessi ogni 1.000 sinistri.