Sorpresa: il mondo è sempre meno cattivo e violento

La teoria di uno studioso americano: "Confrontando dati e statistiche, si può dire che mai come oggi l'uomo è risultato tanto buono". Nelle società primitive moriva il 15 per cento della popolazione in modo violento, nel XX secolo - nonostante le guerre - solo il 3 per cento. Ora siamo all'1.

Resta difficile crederlo, eppure sembra il momento di tirare un sospiro di sollievo: la violenza è in costante declino nel mondo .
Lo spiega, intervistato, Steven Pinker, docente di psicologia alla Harvard University di Boston, nel suo nuovo libro 'The better angels of our naturè (sottotitolo Perchè la violenza è diminuità) che in Italia sarà pubblicato da Mondadori nella seconda metà del 2012 (non c'è ancora un titolo definitivo).
Il mondo, nonostante le apparenze e la "popolarità" che ha la violenza sui media, è sempre più pacifico, spiega lo psicologo, «come dimostro nel mio libro con una serie di documenti e tabelle: nelle primitive società di cacciatori-raccoglitori il 15% delle persone moriva in modo violento; invece durante il XX secolo, tenendo conto anche dei due conflitti mondiali e dei genocidi, solo il 3% delle persone ha trovato la morte in modo violento. Nelle decadi passate il dato si è ridotto a meno dell'1%». E ancora: «Il tasso di omicidi nel Medioevo era 35 volte quello dell'Europa oggi - continua Pinker -. In America i casi di stupro sono calati dell'80% rispetto agli anni '70. La schiavitù è stata abolita in tutti i paesi e il numero di paesi in cui ancora c'è la pena capitale sta diminuendo rapidamente».
Siamo quindi divenuti più buoni? «La natura umana - spiega lo studioso - ha un certo numero di motivazioni che ci possono condurre alla violenza, inclusa la semplice violenza finalizzata a uno scopo, la dominanza, la vendetta, il sadismo, la violenza ideologica. Ma ha in seno anche motori che possono portare ad evitare la violenza, come l'autocontrollo, l'empatia, il senso della morale, la ragione». Se la violenza alla fine sfocerà o meno, dipende da quale di queste facoltà mentali prevarranno e saranno applicate nelle diverse situazioni e anche ovviamente dall'ambiente in cui nasciamo e cresciamo. La violenza nel mondo è diminuita perchè oggi essere aggressivi è un atteggiamento che non paga. «Individuo quattro maggiori forze storiche nel declino della violenza - spiega Pinker -: il sistema della giustizia che funziona da deterrente, liberandoci dalla spirale della vendetta; il commercio gentile che rende più vantaggioso comprare le cose che depredarle e rende le persone più preziose da vive che da morte; le tecnologie del cosmopolitismo, come leggere, viaggiare, la civiltà urbana, che ci incoraggiano a vedere il mondo con gli occhi degli altri piuttosto che a demonizzarli; le tecnologie della ragione - conclude Pinker - come scienza, letteratura, storia, istruzione, che rendono più difficile per le persone privilegiare gli interessi personali e della propria tribù (del proprio clan) rispetto agli interessi altrui, e riscrivono la violenza come un problema da risolvere piuttosto che una sfida da vincere».