Sorpresa. Ora Legambiente promuove Milano

Nella classifica delle regioni più ecologiche la Lombardia conquista
quattro primi posti, per la produzione di energia da fonti rinnovabili,
la raccolta differenziata, gli investimenti su rotaia e per le aziende
certificate. <a href="/milano/alberi_20_metri_duomo_hanno_vinto_piano_e_abbado/05-03-2010/articolo-id=427050-page=0-comments=1" target="_blank"><strong>Alberi di 20 metri in Duomo: hanno vinto Piano e Abbado
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Quattro primi posti per la Lombardia nella classifica delle regioni più ecologiche stilata da Legambiente. Pari ad altrettanti primati rispettivamente nella produzione di energia da fonti rinnovabili, investimenti nel servizio ferroviario, raccolta differenziata e aziende certificate Iso 14001. Stando ai dati pubblicati nel rapporto «Ambiente Italia 2010», il Pirellone è una delle amministrazioni italiane più impegnate nella lotta all'inquinamento. Distinguendosi per le politiche basate su interventi strutturali e non su soluzioni tampone come il blocco del traffico. In primo luogo la creazione di elettricità proveniente da risorse alternative, che in Lombardia nel 2008 ha raggiunto gli 11.891,8 gigawatt ora, dieci volte in più dei livelli del Lazio, a quota 1.196,8, ma anche il doppio di una regione ricca di fonti idriche come il Piemonte, con soli 6.080,8 Gwh. In particolare nel campo dell'energia fotovoltaica la Lombardia si piazza seconda con 20,3 gigawatt ora, dopo la Puglia a quota 23,7, ma con oltre il triplo della produzione della ben più solare Campania, ferma a 6,5. La nostra regione risulta prima anche come stanziamenti per i trasporti su rotaia, cui ha destinato 757,24 milioni di euro in cinque anni. Battendo tutti sia come fondi per l'acquisto di nuovi treni (625,14 milioni di euro contro i 59,64 dell'Emilia-Romagna), sia per l'ammodernamento del servizio (132,1 milioni di euro, contro i 5,93 del Lazio).
In proporzione al bilancio 2009, la spesa per le ferrovie colloca la Lombardia al secondo posto con lo 0,54 per cento, dopo la Campania all'1,52 per cento. Anche se il dato della regione partenopea è raggiunto solo «barando», in quanto considera come propri anche i fondi Fas dell'Ue. E come conseguenza della maggiore efficienza dei trasporti pubblici, la Lombardia risulta terzultima tra le 14 regioni del centro-nord come numero di auto ogni mille abitanti. Da noi infatti sono 586, quasi cento in meno rispetto alle 674 del Lazio, ma al di sotto anche dei livelli di Molise e Sicilia, entrambe a quota 604.
Nel campo della raccolta differenziata invece la Lombardia arriva a 2milioni e 196mila tonnellate l'anno. Doppiando la seconda classificata, cioè il Veneto (a quota 1 milione e 220mila), guarda caso un'altra regione governata dal centrodestra. Mentre in proporzione ai rifiuti totali, la differenziata in Lombardia raggiunge il 44,5 per cento, cioè quasi la metà, contro una media italiana del 27,5 per cento. La Lombardia conquista inoltre la medaglia d'oro come numero di enti con certificazione ambientale Iso 14001, pari a 1.906. Anche se va precisato che, a fianco dei molti risultati positivi, ne emerge qualcuno non altrettanto brillante. In primo luogo la carenza di piste ciclabili, pari da noi a 13 metri ogni cento abitanti, meno dei 19 dell'Emilia, ma comunque sopra gli 8 della Toscana. Che in compenso è prima per ztl con 7 metri quadri per abitante contro i 5 della nostra regione.
Infine il rapporto di Legambiente sottolinea che se a parole le giunte di centrosinistra insistono molto di più sui temi legati all'ecologia, nei fatti spesso le regioni più sensibili sono quelle di centrodestra come la Lombardia. «Se escludiamo gli indicatori programmatici e consideriamo solo quelli di risultato - sottolinea Duccio Bianchi, curatore del dossier insieme a Edoardo Zanchini - allora il quadro si complica. Le buone prestazioni si ripartiscono secondo linee che forse hanno meno a che fare con le appartenenze politiche. L'idea di una riduzione del trasporto privato dovrebbe incrociare più corde di una cultura di centrosinistra. Eppure i numeri ci dicono che le regioni con il maggior numero di auto pro capite sono nell'ordine Lazio, Umbria, Marche, Toscana e Piemonte (tutte amministrate dal centrosinistra, Ndr). Con meno di 60 auto ogni cento abitanti invece troviamo il Veneto e la Lombardia (entrambe governate dal centrodestra). Una differenza di quasi 100 veicoli ogni mille abitanti tra Toscana e Lombardia non è invisibile sul territorio».