Spara sette colpi alla ex e poi si uccide

Otto colpi di pistola per mettere la parola fine ad una bella storia d’amore. Giovanni Avogadro, 31 anni, idraulico, ha aspettato ieri mattina la sua ex, appena l’ha vista uscire di casa l’ha chiamata. Lei, 27 anni, di Desio, un viso dolce i capelli chiari a caschetto, non ha neppure avuto il tempo di aprire bocca: il giovane gli ha sparato sette colpi al torace. A un metro di distanza, in rapidissima successione. Quindi, ha portata la canna della pistola ancora fumante alla tempia e con l'ultimo proiettile 9 per 21 si è tolto la vita.
Via padre Kolbe, quartiere tranquillo, piccoli condomini immersi nel verde. Solo le otto del mattino, Valeria Mariani, che abitava in via Monviso 14 esce di casa. «Ciao mamma, ciao papà». Attraversa via Dolomiti diretta al parcheggio per andare a prendere la sua auto. Alla Banca Intesa di via Sanzio a Seregno i colleghi la stanno aspettando. Non arriverà mai. Nella testa di Giovanni si è infilato un incubo: l’idea che la sua Valeria, gli avesse detto basta, gli avesse voltato le spalle, era diventato un incubo. Probabilmente, è l’ipotesi del colonnello Roberto Fabiani dei carabinieri di Monza e di Cataldo Pantaleo, comandante della Compagnia, Giovanni lascia la sua casa di Ramponio Verna, nel Comasco e trascorre la notte a Como, dove i suoi hanno un appartamento. Intorno alle 7 si mette al volante della sua Kia Rio, arriva a Desio. Conosce benissimo le abitudini di Valeria. La attende per pochi minuti, poi freddo, lucido, deciso vuota il caricatore. Giovanni però non aveva il porto o la detenzione d’armi, per cui non si sa da dove sia spuntata fuori quella pistola, una calibro 9x21. Lui però faceva l’idraulico in Svizzera dove, essendo la legislazione in materia di armi da fuoco è meno rigida che in Italia, potrebbe essersi procurato la rivoltella.
In zona, un quartiere con centinaia di famiglie, i colpi si sentono come tuoni. «Sembrava un mitra dice Gaetano, un uomo sulla sessantina. Solo quando sono uscito mi sono reso conto della tragedia». La sparatoria «entra» anche nella casa a due piani dove Valeria viveva con i genitori. Il padre Germano, 67 anni e la mamma si buttano in strada, una corsa a perdifiato: la scena che si trovano davanti è perfino difficile da descrivere. Il silenzio di quel tranquillo quartiere è rotto dalle sirene. Sono le ambulanze del 118 e le gazzelle dell’Arma. Valeria è agonizzante, ma ancora viva. I soccorritori le provano tutte per salvarla. Inutile. Rimane sull’asfalto, a un palmo c’è il corpo di Giovanni, per oltre due anni l’amore della vita. Piuttosto i volontari della Croce Rossa, devono prendersi cura della mamma colta da malore.
Lentamente si comincia a ricostruire le tappe di quella storia iniziata un paio di anni fa. I due giovani a giugno era stati in vacanza insieme, poi qualche dissapore e un mese fa lei dice: «Basta, ti lascio». Un colpo che il giovane idraulico, non ha saputo accettare. Cerca la ragazza, si incontra anche con i suoi genitori che provano a tranquillizzarlo. Inutilmente. Giovanni è un bravo ragazzo con la testa «a posto» ma ormai si era fissato.
Sul posto arriva il sindaco Roberto Corti, arrivano amici e conoscenti della ragazza. «Sono sconvolta, ditemi che non è vero - piange Patrizia -. Valeria è stata la mia catechista alla parrocchia Giovanni Battista. Una ragazza apprezzata e conosciuta da tutti. Non meritava una fine così assurda».