E la morte di Stalin fa divertire Toronto

Steve Buscemi è Kruscev nel racconto «comico» dell'Urss dopo il dittatore

Appena conclusa la Mostra del Cinema di Venezia, come di consueto da qualche anno a questa parte, il mondo dell'ottava arte si sposta a Toronto, dove è in corso di svolgimento il TIFF, Toronto International Film Festival.

Uno dei primi film presentati quest'anno è The Death of Stalin, diretto da Armando Iannucci, creatore della serie tv politico-satirica Veep che, con il consueto umorismo, immagina il caos che nell'impero sovietico seguì la morte di Stalin: le lotte di potere, i tradimenti, le coltellate alla schiena, immediatamente successive al vuoto di potere creato con la morte del dittatore. Jeffrey Tambor, Steve Buscemi, Simon Russell Beale, Jason Isaac, Michael Palin compongono il cast di un film che la critica a Toronto ha apprezzato e che è tratto da un fumetto francese dallo stesso titolo, creato da Fabien Nury. «Stavo facendo Veep, quando i produttori mi hanno contattato. Io ero impegnato nella serie tv ma stavo cercando il progetto che avrebbe seguito quell'avventura e, curiosamente, stavo proprio sondando il terreno per trovare la strada per raccontare una storia di dittatura. È stata dunque una curiosa combinazione di eventi che mi ha portato a realizzare questo film».

Il regista, che nonostante il nome italiano è nato a Glasgow, in Scozia, è infatti conosciuto nell'ambiente per essere come pochi altri in grado di estrapolare comicità dagli eventi più brutali della storia e della politica.

«Con questo film ho voluto spingere tutti, compreso me stesso, al di là dei confini della comodità. Stavo realizzando un film divertente ma allo stesso tempo sapevo che ci sarebbero state scene che non sarebbero state per niente divertenti e che altre sarebbero state addirittura drammatiche e emotivamente toccanti». Missione compiuta. Il film fa ridere ma sottolinea una minaccia che nel mondo è ancora esistente. La critica, che a Toronto ha accolto il film con entusiasmo, ha parlato di «commedia del terrore».

Secondo Variety, «prevale un senso di ansietà». Lo stesso senso di ansietà che pervade i protagonisti, tutti quanti consapevoli dellopportunità che la morte del dittatore sta fornendo loro, ma anche del fatto che ognuno potrebbe facilmente finire nelle lande desolate della Siberia, dove, ai tempi di Stalin, finirono per morire dai due ai tre milioni di dissidenti.

«Quando mi è stato proposta questa parte ero realmente intimidito dice Steve Buscemi che nel film interpreta Nikita Khrushchev, che poi divenne il successore di Stalin è un personaggio iconico e avevo qualche timore, ma il regista mi ha convinto ed alla fine è stato divertente interpretarlo». Jeffrey Tambor interpreta Georgy Malenkov, Michael Palin è Vyacheslav Molotov mentre Jason Isaac, che fra poco sarà in televisione con la nuova serie di Star Trek, interpreta l'ufficiale dell'Armata Rossa Georgy Zhukov. The Death of Stalin è stato realizzato prima dell'elezione di Donald Trump eppure per la critica sembra una parodia di certi comportamenti dell'attuale amministrazione americana. «È una storia che racconta la manipolazione delle notizie e dei fatti. È interessante vedere come oggi sono soprattutto i commedianti a fare giornalismo».