Il rinomato Istituto Sacro Cuore di Napoli set di Gomorra: proteste dei genitori

Nell’Istituto di Corso Europa al Vomero, il boss Genny Savastano, accompagnato da clown ed animatori, organizza una festa per il figlio piccolo. La scena della serie Gomorra 4 ha fatto arrabbiare alcuni genitori

C’è qualcosa nella serie Gomorra che la rende così tanto reale da produrre effetti esorbitanti dallo spazio televisivo, direttamente su chi la guarda. Lo sa bene l’attore Fabio de Caro, Malammore per la serie, che fu addirittura minacciato dopo che fu trasmessa la puntata in cui ammazzava una bambina. Gli effetti sui cittadini, soprattutto giovani, sono conosciuti anche da molti Sindaci che, per scongiurare imitazioni, non autorizzare le riprese delle scene nel proprio territorio.

Questa confusione tra film e realtà, non è affatto nuova a questo tipo di arte. Anzi, ha radici antichissime. Già nelle rappresentazioni delle tragedie greche, per scongiurare questo tipo di effetto era sancita la regola della "distanza tragica". Ovvero quello che veniva rappresentato in scena non doveva mai trattare questioni legate al presente. I greci ritenevano che senza questa regola, l’opera in scena non sarebbe stata formativa ed educativa per il pubblico, che, intanto, sarebbe stato coinvolto solo sentimentalmente. Tutto doveva essere traslato nel tempo del mito. Questa regola, oggi, non è più in vigore e allora può capitare che un gruppo di genitori si scagli contro la produzione di Gomorra per aver mandato in onda una scena dove si vede il boss Genny Savastano accompagnare suo figlio a scuola nel rinomato Istituto Sacro Cuore di Napoli.

La reazione dei genitori dei bambini presso l’Istituto è stata immediata. Su Whatsapp, in gruppi, hanno protestato sull’opportunità di accostare quella serie, che ha il suo set tipico nella periferia, nelle case popolari, nel kitsch, nella totale assenza di polizia e di comunità civile, con luoghi rinomati della Napoli più ricca e benestante.

Sul Corriere del Mezzogiorno, non si è fatta aspettare la replica del consigliere delegato della Fondazione Romano Giardini, Roberto Zecca che tenta di stemperare i toni: "Bisogna saper scindere la fiction dalla realtà. La produzione di Gomorra prima di scegliere la nostra scuola ha visionato altri istituti. Poi ha preferito il Sacro Cuore per la qualità che propone da tanti anni un ambiente educativo nel quale si cresce per imparare a vivere. Tra l’altro, nello staff della produzione siamo stati felici di aver ritrovato una nostra ex allieva, è anche grazie a lei se Gomorra ha scelto come location il Sacro Cuore. Per l’ospitalità oltretutto abbiamo percepito un contributo minimo".