Rovazzi si avvicina all'Area 51: i militari gli intimano di andarsene

Avventura da brivido per Fabio Rovazzi negli Stati Uniti. Insieme alla fidanzata Karen decide di andare a visitare l'Area 51 - base militare al centro del folklore ufologico - ma si avvicina troppo e i militari gli intimano di andarsene immediatamente

Il viaggio on the road di Fabio Rovazzi e della sua fidanzata Karen continua con un colpo di scena degno di "X-Files".

I due giovani hanno deciso di fare tappa all'Area 51, la base militare al centro di teorie del complotto legate agli alieni e "capitale mondiale" del folklore ufologico. Rovazzi e Karen si fermano in un motel e, come tipico in quei luoghi, si ritrovano in una camera a tema fantascientifico in cui persino gli asciugamani sono piegati a forma di Gremlins, i mostriciattoli protagonisti della serie di film degli anni 80.

Successivamente la coppia prende l'auto e si dirige verso l'Area 51; quando un cartello indica "Extraterrestrial Highway", Rovazzi esclama: "Ho come l'impressione che ci siamo!". Lungo la strada, i due giovani incontrano aree di servizio piene di installazioni kitsch a tema alieni. Ma se a questo scenario Fabio e Karen reagiscono con una risata, a turbarli ci pensa un velivolo non identificato che sembra presto sparire nel cielo.

Nelle stories successive, il cantante inquadra il cancello che delimita l'Area 51: l'inquadratura non è ben centrata e sembra una ripresa di nascosto. La tensione sale con il testo che Rovazzi inserisce: "Non ho filmato bene l'ingresso, dopo capirete perché". La suspence cresce secondo dopo secondo. "Siamo andati un po' troppo oltre", esclama Fabio.

Passato il momento da brivido, la macchina della coppia si rimette in moto e Rovazzi spiega nel dettaglio cosa è successo: "Volevamo fare la foto col cartello 'non oltrepassare, area top secret', ma abbiamo sbagliato qualcosa e siamo arrivati davvero davanti all'Area 51". A quel punto è accaduto qualcosa di inaspettato: "I militari dell'Area 51 ci hanno urlato dagli speaker di andarcene via".

"Sono uscite tipo venti telecamere e una si è posizionata sopra alla nostra macchina", aggiunge Fabio con un sorriso che lascia trasparire un certo nervosismo. "Sono sconvolto, ho appena rischiato di essere sparato male", conclude Rovazzi prima di rimettersi in viaggio verso la più tranquilla California.

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