"Sabato" di Jovanotti è un inno generazionale (e un invito alla speranza)

Lorenzo ha scelto di tornare con un singolo che spariglia le carte, imprevedibile e potente in attesa del nuovo disco che uscirà a fine febbraio

Una botta d'energia. Legata a un testo che ha più letture. Come spesso gli accade, Lorenzo Jovanotti ha scelto di tornare con un singolo che spariglia le carte, imprevedibile e potente in attesa del nuovo disco che uscirà a fine febbraio. Lui scrive su Facebook che «quando si ha tra le mani un pezzo come Sabato , e un album come questo, ci ho messo l'energia di lun lancio su Marte». E in effetti Sabato è molto ritmato, si apre con un riff digitale e poi viaggia sempre incalzato dal basso di Saturnino, molto potente, molto ballabile. Però, musicalmente, il brano non è prevedibile: ci sono inserti e intarsi, sviluppi a sorpresa e chiusure che difficilmente lasceranno indifferenti. Come ormai è nello stile di Jovanotti, la musica corre di pari passo con il testo, pure questo articolato. Il punto di partenza è il «sabato italiano» in provincia, vissuto attraverso vizi e costumi che qualche volta volutamente sono stereotipati e si dipanano attraverso motorini truccati, videogames e astronavi e discoteche. Però il sabato è anche un paradigma, una sorta di manifesto esistenziale o, quantomeno, di invito alla positività alla maniera di Jovanotti, che cita King Kong o Michael Jackson, il profumo di zucchero filato e di benzina. Il sabato è quindi la negazione della solitudine e la conferma dell'inevitabile e benefica ripetitività della vita. E il video, girato da una squadra di produzione che comprende anche uno dei più talentuosi rapper italiani (Salmo), conferma la nuova fase di Jovanotti, più consapevole e forse anche più visionaria. Decisamente forte.