Valentina Dallari: "Per abbattere i pregiudizi, mi sono ammazzata in tutti i sensi"

Valentina Dallari si racconta in una intervista: dalla partecipazione a Uomini e Donne alla rinascita dopo la malattia che le ha dato la possibilità di migliorarsi con una "versione 2.0" di se stessa

Ex tronista di Uomini e Donne, oggi dj ed autrice del libro “Non mi sono mai piaciuta”, Valentina Dallari ha deciso di aiutare con la sua esperienza tutte le persone che, come lei, soffrono di disturbi alimentari. Ora, ad aver imparato ad accettarsi ignorando completamente gli attacchi degli hater e prendendo in considerazione solo i giudizi delle persone a cui vuole bene, Valentina racconta di essere “tornata quella che era prima della malattia, ma in versione 2.0”.

Era il 2015 quando sei approdata sul trono di Uomini e Donne. Cosa conservi di quella esperienza arrivata quando avevi solo 20 anni?

"Avevo 20 anni ed è stata un’esperienza un po’ forte: mi ha dato tanto, ma mi ha tolto anche tanto. Io sono sempre stata convinta che fossi un pochino troppo giovane per essere così esposta. Sono stata sempre una ragazza troppo matura, ma forse non ero arrivata ancora a certe consapevolezze. Essere lanciata in mezzo tanti commenti, persone, situazioni... Ci sono stata bene, è stata una esperienza che mi ha permesso di iniziare ciò che sto facendo ora, è una cosa che ringrazio, ma ha avuto il suo prezzo".

Uomini e Donne ti ha regalato la notorietà, ma c’è stato un rovescio della medaglia: l’esposizione sui social ai commenti di chiunque, anche di chi non ti amava o di chi ha voluto rovesciare su di te l’ odio che covava dentro.

"A 20 anni non hai neanche le basi per avere un certo tipo di corazza per l’esterno. Ero abituata ad una realtà cittadina bolognese, ma non ero abituata ad essere così esposta. Quando l’ho fatto ci ho pensato, ma non lo potevo immaginare quanto fosse grande anche perché è un programma seguitissimo".

Terminata la partecipazione a Uomini e Donne hai deciso di lasciare da parte il mondo dello spettacolo per dedicarti alla musica. Era una passione che coltivavi da tempo o è nata col passare degli anni?

"Io sono sempre stata una ragazza atipica nel senso che il mondo dello spettacolo mi ha sempre interessato il giusto. A Uomini e Donne mi ci sono trovata, avevo 20 anni e ho pensato di provarci. A 25, ad esempio, non lo avrei fatto. L’ho vissuto come esperienza, poi con il tempo ho deciso di seguire i miei più veri interessi: la musica e altro. Quel mondo lì non so se mi appartiene così tanto, io sono più musicale. Adesso ho fatto pace con la televisione: lo scorso anno ho fatto ‘All Together Now’, era un programma diverso e ho capito che a quel livello lì mi piace molto. Mi è servito per fare pace con il mondo della tv".

Nel mondo della musica hai mai dovuto fare i conti con i pregiudizi di chi pensava fossi “arrivata” solo perchè “ex tronista” e quindi personaggio con un certo numero di seguaci dovuti alla notorietà televisiva?

"Assolutamente. Quell’ambiente è come tutti, ha i suoi pro e contro, si sa che è un ambiente un po’ sessista, più maschile. Se sei una ragazza che entra in questo mondo, non ti accolgono a braccia aperte, poi se sei una ragazza che arriva dal mondo della televisione per loro sei proprio il 'diavolo'. Pregiudizi li ho avuti da persone che hanno iniziato a sentirmi suonare e per me è stato frustrante. Io, però, non mi ci sono improvvisata. Ho studiato, mi sono allontanata e ho messo in stand by tutto tanto da non avere più entrate, perché volevo farlo bene. Adesso sono stata ripagata. I pregiudizi, però, sì, ci sono stati, ma non mi è mai capitato di sentire ad una serata che 'ho fatto schifo'".

Il successo nel lavoro, però, è coinciso con un periodo molto difficile della tua vita: ti sei ammalata di anoressia e anche in quel caso la rete non è stata gentile nei tuoi confronti. Quali sono stati i commenti e le offese che ti hanno fatto più male?

"Alcuni commenti tra i peggiori li ho tenuti: 'Mangia invece di alcolizzarti', 'Sei una scema', 'La sposa cadavere'. Ero malata, è stato squallido. Mai mi permetterei di insultare una persona malata anche perché questa malattia è molto sottovalutata, si pensa che dipenda da una questione estetica, ma è anche una questione psicologica. Ora sono incazzata nera, non so perché, forse sta uscendo fuori tutto adesso. È stato veramente squallido perché finché non ho detto che mi andavo a curare, prima ero una persona su cui sparare addosso. E non ne capisco il motivo, forse la gente cerca qualcuno da bullizzare. Il successo nel lavoro è arrivato in concomitanza a questo perché sono una perfezionista. Mi sono dedicata anima e corpo per far sì che superassero i pregiudizi che avevano nei miei confronti. Per far vedere, per dimostrare, mi sono ammazzata in tutti i sensi".

Quando eri ricoverata per curare i disturbi alimentari, cosa ti ha spinto a farcela e a non lasciarti travolgere da tutto?

"Quando mi sono andata a curare non è stata una mia scelta, mi ha mandato mia sorella. Io non me ne rendevo conto, ma ero ad un livello basso e sono rimasta lì per lei. Il mio percorso è durato un anno, ma dura tutt’ora perché è una cosa con cui convivi. Io sono arrivata con zero voglia di guarire. È stato vivere vivendo. Ho iniziato a capire dopo 4 mesi che qualcosa non andava. Ho iniziato a fidarmi dei medici, mi sono sentita accolta e in un ambiente protetto: così fai uscire il meglio di te, loro ti fanno fare attività e torni un po’ bambino. Queste cose mi hanno aiutato ad apprezzare di nuovo la vita e, piano piano, ne esci. Come ho scritto nel libro, 'il passo emotivo è il passo clinico' perché è una malattia tutta psicologica. La partenza migliore è quella di farsi aiutare".

La tua storia è diventata un libro, “Non mi sono mai piaciuta”. Hai raccontato che sin da bambina non amavi guardarti nelle foto tanto da cancellarti con la penna nera. Oggi, guardando la Valentina di allora, cosa ricordi?

"Ora sono la stessa, sono tornata quella che ero prima della malattia in versione 2.0. Ero piccola, non potevo avere la consapevolezza che ho ora. Avrei dovuto parlare un po’ di più, se mi fossi fidata un po' di più degli altri, mi sarei sentita meno sola, avrei sofferto meno la solitudine. Quella Valentina mi fa tenerezza, ma sono sempre io, solo migliorata".

Non hai mai pensato di abbandonare i social dopo gli insulti, i commenti degli hater e poi le recenti accuse ricevute dopo l’annullamento di una serata in discoteca in Abruzzo e la polemica con Giulia De Lellis?

"Certo! Arrivo da un’epoca in cui social c’erano, ma erano dei posti quasi ludici. Di recente mi sono accorta che le persone hanno voglia e bisogno di storie vere, di conoscere la verità. Le persone non sono sceme, non credono a tutto, percepiscono il finto. Con il libro, raccontando la mia storia, sono entrata in una parte emotiva delle persone e ora, quando mi trovo a postare una foto, mi sembra inutile. Non riesco a trasmettere come trasmetto con il libro. Ho voglia di contenuti diversi.

Diverso, invece, quello che succede nelle Instagram story: l’altro giorno ho scritto alcune cose riferite a quello che Giulia (De Lellis, ndr) ha detto in televisione non per creare discussione, ma perché volevo far capire a chi mi segue che questa roba non deve esistere nel vocabolario. Non sarò io a cambiare il mondo e il pensiero sul fisico, ma almeno in quella fetta di persone che mi seguono voglio lasciare qualcosa quindi cerco di andare verso l’autenticità dei social a costo di risultare un po’ scomoda. Dopo quello che ho avuto, ho deciso di aiutare le persone che mi seguono mandando un certo tipo di messaggi. Migliaia di volte ho pensato di cancellarmi dai social poi, però, le persone in direct mi mandano tanti messaggi che mi fanno piangere, e cambio idea. La storia in Abruzzo? Mamma".

Hai mai pensato di tornare in tv, magari in un reality show, per raccontare la tua storia e lanciare un messaggio alle ragazze che stanno vivendo il tuo stesso calvario?

"Mi sono fatta più volte questa domanda. Non lo so, dopo questa esperienza sono cambiata tanto e questa è per me una nuova vita, sono cambiata nel profondo sotto certi aspetti. Ora, in alcuni programmi dove parlo della malattia, mi prendono in considerazione per passare questo messaggio positivo. Sarebbe bello, farei un reality show solo se mi sentissi bene in un certo ambiente. Mai dire mai, però dovrei sentirmi veramente pronta".

Commenti

cesrosan

Ven, 08/11/2019 - 10:10

Quando vedo un uomo o donna con l'anello al naso,(non metaforicamente), non ho una grande considerazione e fiducia in loro, forse mi sbaglio ... ma l'anello al naso resta.